Articoli marcati con tag ‘web’

Comma 28

martedì, 11 maggio 2010

“Per i siti informatici le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Così la lettera a del comma 28 della legge sulle intercettazioni in discussione al Senato. Sappiamo che il ddl Alfano limita drasticamente la possibilità di usare le intercettazioni nelle attività investigative (intercettazioni solo se ci sono già evidenti indizi di reato, solo per sei mesi, quasi impossibili quelle ambientali ecc). Sappiamo che limita drasticamente la libertà d’informazione (carcere per i giornalisti, editori trasformati in controllori delle redazioni, divieto di dare notizie durante le indagini preliminari ecc).
Dobbiamo sapere anche che la legge limita drasticamente anche la libertà della Rete.
Il vizietto è il solito (recentemente praticato dal decreto Romani): equiparare le norme sui siti Internet alle leggi sulla stampa. Il comma 28 interviene infatti a modificare la legge sulla stampa del 1948 estendendo ai siti Internet l’obbligo di pubblicare “le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari alla verità”. Come si fa ad applicare questa norma a un blog o a una piattaforma web? Più avanti il comma 28 aggiunge che la parte offesa può rivolgersi al pretore “qualora il responsabile delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichi la smentita o la rettifica richiesta”. Ma chi è questo “responsabile della trasmissione informatica”? Insomma, il tentativo di estendere al web le norme sulla stampa di sessanta anni fa produce effetti patetici. Ma la sostanza non è comica: è il tentativo di cambiare le regole che finora hanno asscicurato la libera evoluzione della Rete.

p2p: riprende la crociata di Sarkò

venerdì, 10 luglio 2009

E’ ripartito in Francia l’iter della cosiddetta legge Hadopi, quella contro il downloading illegale. Nonostante incidenti di percorso e bocciature, Sarkozy sembra deciso ad andare fino in fondo ma ho l’impressione che ormai si tratti di più di una crociata di immagine che di un obiettivo di sostanza. Dopo l’intervento del Consiglio Costituzionale che ha costretto il Governo a cambiare il testo già approvato dall’Assemblea Nazionale è caduto infatti il pilastro dell’intero edificio costruito da Sarkozy, ossia l’automatismo della sanzione amministrativa -il distacco della connessione a Internet- al terzo downloading illegale.

Il nuovo provvedimento approvato dal Senato e presto in discussione all’Assemblea Nazionale prevede sempre, per i primi due downloading, lettere di diffida. Ma al terzo non interviene più l’autorità amministrativa (Hadopi, appunto) a staccare la connessione: il caso viene trasferito all’autorità giudiziaria chiamata ad accertare l’effettivo andamento dei fatti, le responsabilità individuali, gli argomenti difensivi etc. Il che vuol dire che se non si vorrà concentrare sulla pirateria on line l’intero sistema giudiziario francese le sanzioni verranno attuate solo in casi limitati e particolarmente gravi.

Insomma, chi aveva visto nella pessima proposta francese una sorta di bacchetrta magica per difendere il diritto d’autore on line farebbe bene a ricredersi. Prima si comincerà a prendere sul serio il Web e a considerarlo come un grande mercato potenziale per le opere dell’ingegno, presentandole con costi e finestre d’uscita ragionevoli, e meglio sarà.