Articoli marcati con tag ‘tv’

L’ossessione della TV

venerdì, 17 giugno 2011

Nel suo viale del tramonto, Silvio Berlusconi sembra inseguito dai fantasmi del suo recente passato. Aveva provato a non perdere le elezioni amministrative ricorrendo a un videomessaggio a reti (quasi) unificate con la consueta drammatizzazione contro i giudici e i comunisti; e abbiamo visto come è andata.
Della seconda “sberla”, i referendum, ha cercato di non parlare proprio. Ma ieri non ha resistito. E la sua analisi del voto ha individuato tre cause principali della sconfitta: Annozero, Ballarò e Crozza. Detto da uno che controlla di fatto le cinque principali reti televisive è veramente incredibile. Non esiste la sua crisi personale, non conta Internet, non incidono i drammi sociali di un paese fermo: il problema è solo e sempre il controllo assoluto della Tv. La tragedia del nostro conflitto di interessi è destinata a trasformarsi in farsa?

Ma è così difficile una marcia indietro?

venerdì, 5 febbraio 2010

Il decreto Romani su tv e Internet ha sollevato un tale putiferio che anche dalla maggioranza di centrodestra sono venute molte richieste di modifica. Non solo la Rete ma anche i giornali di mezzo mondo si sono chiesti perchè mai il Governo italiano si fosse messo in testa di trattare Internet come un servizio televisivo e di chiedere un’autorizzazione a siti e piattaforme che fanno un uso abituale di immagini.
Al momento, tuttavia, il Governo non pare intenzionato a fare la cosa più semplice del mondo: marcia indietro. Non conosciamo il testo finale, ma dalle modifiche chieste dalla maggioranza parlamentare -e che le opposizioni non hanno condiviso ritenendole insufficienti- sembra che il Governo voglia attenuare il senso delle nuove norme senza cancellarle.
Un esempio? L’autorizzazione non si chiamerà più così ma sarà una semplice comunicazione di inizio attività da rivolgere non più al Ministero ma all’Autorità delle Comunicazioni. Altro esempio: un successivo regolamento imporrà sul web il rispetto della legge (di 60 anni fa) sul diritto d’autore, ma pure delle più recenti direttive europee.
Insomma, si profila comunque una stretta su Internet, soltanto molto più pasticciata.
Viceministro Romani: è ancora in tempo per togliere dal decreto ogni riferimento al web, che del resto non era il tema della direttiva europea che si sta recependo.

Un Governo televisivo taglia la banda larga

venerdì, 6 novembre 2009

Il Governo ha cancellato gli 800 milioni previsti per la banda larga, una decisione che ha dell’incredibile. Non solo per l’ovvia importanza di assicurare a tutti gli italiani un accesso a Internet così come stanno facendo gli altri paesi sviluppati. E non solo per il rischio che così facendo l’Italia ipotechi il proprio futuro. La cosa più incredibile è la motovazione addotta per giustificare il taglio: “c’è la crisi economica, se ne riparlerà dopo la crisi”: A parte il fatto che il capo del Governo ripete due o tre volte al giorno da settimane che la crisi è finita e siamo già nel dopo, gli investimenti per la banda larga sono forse il più classico degli investimenti “anticiclici”.  Sono infatti di entità ragionevole, di rapida attuazione, danno lavoro a molte persone, fanno da volano a interi settori economici. Non per caso in tutti i piani di stimolo delle grandi economie del mondo, dalla Cina agli Usa, dalla Germania al Regno Unito, ci sono interventi per assicurare l’accesso a Internet a tutti entro il 2011-2012. Perchè tanta sottovalutazione da noi? Non sarà che qualcuno è convinto che lo sviluppo di Internet sia nocivo per la televisione?