Articoli marcati con tag ‘terremoto’

Non spegnete i riflettori

giovedì, 18 giugno 2009

I bagni di folla del mese di aprile tra i terremotati abruzzesi sono un ricordo lontano. Il Presidente Berlusconi era atteso ieri all’Aquila, ma i senza tetto  hanno visto soltanto il suo elicottero. Lo avessero potuto incontrare, gli avrebbero rappresentato una preoccupazione fortissima per la mancanza di impegni certi sulla ricostruzione. In particolare nel decreto in discussione alla Camera il Governo non ha voluto prendere nessun impegno per quel 40-50% di case danneggiate che appartengono a “non residenti” (immigrati, pendolari, case di famiglia, case in zone turistiche). Se non si ricostruiscono anche queste case, L’Aquila e i comuni vicini resteranno per sempre “terremotati”.

Questo e gli altri problemi della ricostruzione meritano l’attenzione dei media, e in particolare delle tv. E’ stato giusto nelle settimane dell’emergenza stringersi attorno alla Protezione civile. E’ stata opportuna, e ben accolta, la ripetuta presenza sotto i riflettori di Berlusconi. Ma ora, appena dopo due mesi, spegnere quei riflettori sarebbe una vergogna.

Abruzzo, un mese dopo

martedì, 5 maggio 2009

Il terremoto tornerà domani sulle prime pagine dei giornali da cui era scomparso da giorni: la scossa che ha distrutto L’Aquila e dintorni si è verificata infatti proprio un  mese fa, nelle prime ore del 6 aprile.

A un mese di distanza si può dire che l’emergenza è stata affrontata con impegno e generosità da tutto il paese e che questo ha consentito di fare fronte al dramma e di gestire in qualche modo i terribili disagi dei settantamila sfollati. Su questi disagi, così come sulle responsabilità che hanno portato a un così grave bilancio di vittime, non bisogna abbassare il livello di attenzione.

Ma il vero problema riguarda ora la ricostruzione, e in particolare il rischio che col passare del tempo e lo spegnersi dei riflettori così efficacemente accesi dal Premier passi una linea che mette in secondo piano la ricostruzione.

Berlusconi ha fatto affiorare più volte questa impostazione, prima predicando sulle new town e poi parlando di contributi in percentuale alla ricostruzione degli edifici distrutti o danneggiati. Lo stesso decreto sul terremoto mette nelle mani di Governo e Regione (esautorando gli enti locali) cifre talmente basse per i singoli edifici inagibili da far temere il peggio.

Insomma, a un mese dal sisma è ora di dire forte e chiaro che non basta parlare di tende e prefabbricati e che L’Aquila può e deve tornare a vivere e non merita una ricostruzione di serie b.