Articoli marcati con tag ‘Rai’

Un reality sul dopo terremoto?

domenica, 13 settembre 2009

La consegna delle prime case ai terremotati di Onna è una buona notizia. E’ il segno di quell’impegno dell’Italia intera di cui ha parlato giorni fa il Presidente della Repubblica. Ma questa buona notizia non cancella naturalmente problemi e disagi. La ricostruzione dell’Aquila non può diventare uno show televisivo.

Per questo considero allarmanti le notizie che circolano  oggi pomeriggio a proposito delle intenzioni della Rai per la giornata di Martedi. Il vertice Rai ha innanzitutto comunicato a Rai Tre la cancellazione della puntata di Ballarò (era in programma l’esordio stagionale), per non sovrapporsi allo speciale sulla consegna della case di Onna affidato in prima serata su Rai Uno al duo Minzolini-Vespa. Una nuova azione di disturbo contro i programmi considerati “scomodi” dal vertice aziendale? Non solo.

Mi sono detto: la consegna delle case avverrà durante il giorno e avrà tutto lo spazio che merita nei Tg. E se poi se ne voleva trarre spunto per un approfondimento sul dopo terremoto, quale sede migliore di Ballarò, già programmato in prima serata e già intenzionato ad occuparsi del tema? Perchè lo speciale di Vespa?

Risposta che circola in Rai: lo speciale Porta a Porta si farebbe in prima serata perchè le sue telecamere entrerebbero nelle case appena consegnate, all’ora di cena e al seguito di un ospite tutto speciale, il Presidente del Consiglio. Mi auguro che non sia vero. Trasformare la consegna di queste case in una specie di reality governativo sarebbe un pessimo uso della tv e un cattivo servizio alle popolazioni aquilane che ancora vivono nelle difficoltà e nel disagio.

Grazie Sergio!

venerdì, 31 luglio 2009

Da settimane si discute dei rapporti tra Rai e Sky e anche in questo blog ho esposto varie volte i motivi per cui non ha senso per la Rai farsi arruolare nella guerra commerciale che oppone due tv digitali a pagamento, quella satellitare di Sky e quella terrestre di Mediaset.

Tra mille argomenti tecnici, giuridici e politici, mancava qualcuno capace di sintetizzare in poche parole il succo della faccenda. Ci ha pensato ieri Sergio Zavoli, presiedendo l’audizione dei vertici Rai nella Commissione parlamentare di Vigilanza.

“Non vedo la convenienza per la Rai, temo che così si favorisca semplicemente Mediaset”, ha detto Zavoli. Più chiaro di così…

Tivusat: un gigante fuorilegge?

martedì, 21 luglio 2009

Domani viene annunciata la nascita di Tivusat, la piattaforma satellitare congiunta di Rai Mediaset e Telecom Italia Media. Un gigante talmente gigantesco da sollevare ancor prima di nascere almeno due interrogativi.

Primo interrogativo. E’ autorizzata la nascita del gigante? Al momento sembra proprio di no. Trattandosi di una “operazione di concentrazione” tra soggetti operanti nel sistema integrato delle comunicazioni, l’operazione Tivusat è stata notificata (con ritardo) ad Agcom, come previsto dall’art. 43 comma 1 del testo unico sulla tv, e (presumo) all’Antitrust.  Ha avuto un via libera da queste Autorità? Non risulta. E  come si può far partire la piattaforma visto che, come è noto,  la notifica senza un via libera equivale a una condizione sospensiva? E all’Antitrust europeo è stata notificata? E con quali esiti? Sarebbe bene che nella cerimonia di domani i promotori di Tivusat dessero qualche risposta.

Secondo interrogativo. Obiettivo del gigante sarebbe quello di muovere guerra a Sky. E fin qui nulla di male, se la concentrazione sarà approvata. Al più avrà qualche conseguenza sugli obblighi imposti a Sky dall’Ue al momento della fusione Stream-Telepiù. Il guaio è che la guerra a Sky comporterebbe, prima o dopo, l’uscita dei canali generalisti Rai dalla piattaforma Sky. Per vederli, alcuni milioni di abbonati a Sky, che pure pagano il canone,  dovrebbero munirsi di un nuovo decoder che appunto verrebbe presentato domani. Questa scelta non è compatibile con l’art.26 del contratto di servizio tra Rai e Governo che prevede un obbligo di offerta dei programmi Rai in tutte le piattaforme. Che questo obbligo sussista lo ha detto anche l’ultima relazione Agcom (a pag. 197). Oltre che violare il contratto di servizio, imporre un nuovo decoder a milioni di famiglie che pagano il canone sarebbe comunque uno schiaffo all’idea stessa di servizio pubblico. Anche su questo aspetto risposte dalla cerimonia di domani.