Articoli marcati con tag ‘Rai’

Un Governo antitelevisivo

mercoledì, 18 novembre 2009

Visto che è un Governo televisivo, immobile sulla banda larga e diffidente verso il web, almeno facesse attenzione alle questioni televisive. A Roma e nel Lazio, invece, siamo nella confusione generale sullo switch off dall’analogico al digitale terrestre. Il primo giorno il call center del Ministero è stato sommerso dagli Sos e l’Auditel segnala un calo di ascolti nell’area romana del 15-20%. Insomma 300mila persone che lunedi non hanno visto più la Tv. Magari gli ha fatto bene…

Non capisco perchè si è deciso di procedere allo switch off quando i dati del passaggio al digitale di Rai 2 e Rete4 nel Lazio dicevano che troppe famiglie non si erano ancora digitalizzate. Non capisco perchè non si è fatto precedere lo switch off in un’area tanto vasta da un accordo sulla prenumerazione dei canali: oggi chi ha la fortuna di vedere senza problemi fa comunque fatica a trovare i canali, specie quelli Rai. Non capisco perchè si è provveduto troppo poco ad assistere le persone tecnologicamente meno informate e più anziane. Non capisco perchè i responsabili dell’operazione dicono che il peggio è passato quando ci sono ancora decine di persone in difficoltà, e non tutte possono permettersi di chiamare un antennista. Fosse un governo antitelevisivo?

Il record mondiale del chiagne e fotte

domenica, 27 settembre 2009

Quando stamattina ho visto le prime pagine del Giornale e di Libero che invitano a non pagare il canone Rai mi sono detto: siamo al culmine del “chiagne e fotte”. Un record che resterà a lungo imbattuto in quella tipica specialità berlusconiana denunciata da Indro Montanelli, fare la vittima per incassare di più.

E pensare che da settimane sento persone di centrosinistra, elettori del Pd, che mi dicono: con questa Rai non so se pagherò il canone. Troppo berlusconiana, troppo lontana da un vero servizio pubblico.

Stamane il colpo di teatro: l’invito a boicottare la Rai berlusconiana arriva dal Giornale di Berlusconi. Che spera in un doppio risultato: eliminare le voci libere e procurare qualche vantaggio all’azienda di famiglia in un momento non facile vista la crisi della pubblicità. Un record.

Lo show è stato un flop

mercoledì, 16 settembre 2009

Ieri sera sono stato costretto, per motivi di lavoro, a seguire Porta a Porta. E’ stata dura. Due ore e 34 minuti di one man show, di fatto senza contraddittorio, con un Berlusconi spesso aggressivo e talvolta insultante. Al termine della fatica mi sono chiesto quanti italiani avessero fatto lo stesso e quanti invece, liberi dal mio dovere d’ufficio, avessero preferito cambiare canale.

La risposta dell’Auditel è arrivata stamattina. Il programma è stato visto da poco più di tre milioni di persone per uno share del 13,4%. Neanche un decimo di quel “68,4% di italiani che hanno fiducuia e ammirazione per me”, a sentire il Premier (mi raccomando il virgola 4). Comunque molto poche, per una prima serata su Rai Uno che normalmente supera i 5 milioni e il 20% di share. Andando a guardare gli ascolti minuto per minuto, si vede che dopo un picco iniziale di oltre 4,5 milioni (alle 21.28) il pubblico si è via via allontanato fino a dimezzarsi.

Insomma, dopo tanta fatica per lasciare libero lo schermo allo show del premier, lo show è stato un flop. Un flop che non ha giustificazioni “tecniche”. Non è stata colpa del calcio, visto che la partita su Sky ha avuto solo 635mila telespettatori. Tantomeno si può dar la colpa all’attualità in prima serata, visto che di norma, i programmi di attualità in prima serata superano gli ascolti della rete (mi riferisco a Anno Zero e Ballarò).

Forse la verità è più semplice: una parte del pubblico di Rai Uno ha scelto consapevolmente di cambiare canale, anche per reazione alla scelta di costruire uno show celebrativo usando come palcoscenico il dramma del terremoto.