Articoli marcati con tag ‘Internet’

L’ossessione della TV

venerdì, 17 giugno 2011

Nel suo viale del tramonto, Silvio Berlusconi sembra inseguito dai fantasmi del suo recente passato. Aveva provato a non perdere le elezioni amministrative ricorrendo a un videomessaggio a reti (quasi) unificate con la consueta drammatizzazione contro i giudici e i comunisti; e abbiamo visto come è andata.
Della seconda “sberla”, i referendum, ha cercato di non parlare proprio. Ma ieri non ha resistito. E la sua analisi del voto ha individuato tre cause principali della sconfitta: Annozero, Ballarò e Crozza. Detto da uno che controlla di fatto le cinque principali reti televisive è veramente incredibile. Non esiste la sua crisi personale, non conta Internet, non incidono i drammi sociali di un paese fermo: il problema è solo e sempre il controllo assoluto della Tv. La tragedia del nostro conflitto di interessi è destinata a trasformarsi in farsa?

Pdigitale. Ce n’est q’un début…

domenica, 20 giugno 2010

Forse è ancora presto per festeggiare la nascita di un Pd “digitale”, ma certamente la non stop sulla banda larga che si è tenuta venerdi rappresenta una svolta nell’attenzione riservata dal Pd ai temi collegati a Internet.
Una prima conferma è arrivata proprio ieri, nella manifestazione nazionale del Pd a Roma: Bersani ha rilanciato con forza la proposta di un’asta delle fequenze tv liberate grazie al digitale terrestre e da destinare ai collegamenti in banda larga da reti mobili. E ha citato la banda larga come primo “progetto paese” da proporre per introdurre proprio durante la crisi i cambiamenti necessari per il futuro. Questa consapevolezza è il risultato del lavoro di queste settimane.
Certo, chi si aspettava la trasformazione del pd in una sorta di web community non si riterrà certo soddisfatto da questi primi passi.
Per me l’importante era – ed è- avere da parte di uno dei due grandi partiti italiani uno schieramento chiaro in difesa della Rete e una maggiore consapevolezza dell’importanza di Internet per il futuro dell’Italia e della conseguente necessità di un forte impegno pubblico per la sua diffusione.
Quanto ai prossimi passi comincerei da due cose. Una immediata, contrastare la legge sulle intercettazioni anche per il bavaglio che mette a Internet, oltre che all’informazione in genere. Seconda cosa, più strategica: riaprire gli spazi che la nascita del Pd aveva creato. Spazi di discussione e di partecipazione online (dai circoli ai forum) che si sono progressivamente richiusi seminando non poche delusioni. Non è che l’inizio.

Ma è così difficile una marcia indietro?

venerdì, 5 febbraio 2010

Il decreto Romani su tv e Internet ha sollevato un tale putiferio che anche dalla maggioranza di centrodestra sono venute molte richieste di modifica. Non solo la Rete ma anche i giornali di mezzo mondo si sono chiesti perchè mai il Governo italiano si fosse messo in testa di trattare Internet come un servizio televisivo e di chiedere un’autorizzazione a siti e piattaforme che fanno un uso abituale di immagini.
Al momento, tuttavia, il Governo non pare intenzionato a fare la cosa più semplice del mondo: marcia indietro. Non conosciamo il testo finale, ma dalle modifiche chieste dalla maggioranza parlamentare -e che le opposizioni non hanno condiviso ritenendole insufficienti- sembra che il Governo voglia attenuare il senso delle nuove norme senza cancellarle.
Un esempio? L’autorizzazione non si chiamerà più così ma sarà una semplice comunicazione di inizio attività da rivolgere non più al Ministero ma all’Autorità delle Comunicazioni. Altro esempio: un successivo regolamento imporrà sul web il rispetto della legge (di 60 anni fa) sul diritto d’autore, ma pure delle più recenti direttive europee.
Insomma, si profila comunque una stretta su Internet, soltanto molto più pasticciata.
Viceministro Romani: è ancora in tempo per togliere dal decreto ogni riferimento al web, che del resto non era il tema della direttiva europea che si sta recependo.