Un bavaglio alla D’Addario?
venerdì, 2 luglio 2010Ieri la manifestazione contro la legge bavaglio a Piazza Navona (riuscita, nonostante il caldo) ha avuto dietro il palco una protagonista a sorpresa: Patrizia D’Addario. Inseguita dalle telecamere e dai fotografi come neanche Bersani, la D’Addario ha suscitato reazioni polemiche da partre di molti partecipanti infastiditi per il dirottamento di attenzione provocato dalla sua presenza. Capisco. E bene ha fatto il sindacato dei giornalisti a chiarire che la D’Addario non era stata invitata da nessuno degli organizzatori.
Ciò detto, le male parole che ho sentito pronunciare da alcuni nei suoi confronti mi sono parse eccessive. Era lì per lanciare un suo libro, “strumentalizzando” i riflettori accesi dalla manifestazione? Condivido la critica (anche se non è stata la prima a “strumentalizzare” e non sarà l’ultima). Era un corpo estraneo e un nemico da “buttare fuori” dalla piazza? Non sono d’accordo. E non solo perchè eviterei di “buttare fuori” chiunque partecipi in modo pacifico a una manifestazione. Ma anche perchè la vicenda che l’ha vista protagonista (ad esempio ad Anno Zero) non è stata affatto estranea all’intenzione del Premier di mettere un bavaglio all’informazione. O no?
Più che gli indignati, dietro a quel palco ho apprezzato gli indifferenti.





