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Quei due applausi a Dario

sabato, 21 marzo 2009

Dario Franceschini ha aperto con un intervento molto applaudito l’assemblea dei circoli del Pd a Roma. Un’assemblea paticolare (e ancora in corso) di cui sono stati protagonisti con i loro interventi decine di coordinatori dei circoli, molti sotto i 40 anni, moltissime donne.

Franceschini ha rilanciato le nostre proposte sulla crisi economica, aggiungendo due cose: proposte sulla casa (per chi è in affitto e per chi non trova casa, neppure in affitto) e impegni sulle liste per le elezioni europee (si candida solo chi poi fa sul serio il parlamentare europeo).

Due passaggi dell’intervento del segretario hanno fatto il pieno degli applausi più degli altri. Quando, rivendicando la scelta di Veltroni, Franceschini ha detto che il Pd non tornerà alla logica dell’Unione e di quel tipo di coalizione iper frammentata e litigiosa. E quando ha detto che il Pd deve riaprire porte e finestre a chi aveva partecipato alle primarie pur non venendo da una militanza  nei partiti precedenti.

I rappresenanti dei Circoli hanno apprezzato molto il discorso di dario, e soprattutto questi due messaggi. E hanno fatto bene.

Speriamo

domenica, 22 febbraio 2009

La sensazione più diffusa ieri sera, alla fine dell’assemblea del Pd che ha eletto segretario Dario Franceschini, era quella di un organismo che, ripresosi da un evidente pericolo di morte, voleva sopravvivere e tornare a sperare. Riuscendo a superare la crisi più grave e traumatica della sua (ancora breve) storia, il Pd ha in fondo confermato di essere  più forte delle sue disavventure e di essere considerato irreversibile dal corpo del partito.

Il rischio di esplosione era troppo forte per poter affrontare ora, tra l’altro in fase pre elettorale in 5mila comuni e 65 province, due mesi di confronto-scontro interno. A luglio comincerà il primo congresso del Pd che si concluderà in ottobre con le primarie. Questa scelta non si è affermata subito, dopo le dimissioni di Veltroni molti hanno pensato : “serve un leader forte ed eletto dalle primarie”. Ma ieri, nei 1500 che rappresentano la classe dirigente  del Pd nei territori era una convinzione largamente dominante.

Ora questa speranza è in gran parte nelle mani di Dario Franceschini. L’inizio è stato promettente, il cammino sarà comunque in salita. Il Pd ha bisogno di una cosa innanzitutto: tornare a frequentare il paese, la sua crisi, la necessità di opposizione. Mettendo le basi per rilanciare il progetto. Speriamo.

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