Articoli marcati con tag ‘crisi’

Quei due applausi a Dario

sabato, 21 marzo 2009

Dario Franceschini ha aperto con un intervento molto applaudito l’assemblea dei circoli del Pd a Roma. Un’assemblea paticolare (e ancora in corso) di cui sono stati protagonisti con i loro interventi decine di coordinatori dei circoli, molti sotto i 40 anni, moltissime donne.

Franceschini ha rilanciato le nostre proposte sulla crisi economica, aggiungendo due cose: proposte sulla casa (per chi è in affitto e per chi non trova casa, neppure in affitto) e impegni sulle liste per le elezioni europee (si candida solo chi poi fa sul serio il parlamentare europeo).

Due passaggi dell’intervento del segretario hanno fatto il pieno degli applausi più degli altri. Quando, rivendicando la scelta di Veltroni, Franceschini ha detto che il Pd non tornerà alla logica dell’Unione e di quel tipo di coalizione iper frammentata e litigiosa. E quando ha detto che il Pd deve riaprire porte e finestre a chi aveva partecipato alle primarie pur non venendo da una militanza  nei partiti precedenti.

I rappresenanti dei Circoli hanno apprezzato molto il discorso di dario, e soprattutto questi due messaggi. E hanno fatto bene.

I guardiani dei privilegi

sabato, 14 marzo 2009

La destra dice che la proposta Pd di un contributo alla lotta alla povertà da parte di chi ha un reddito sopra i 120mila euro non va bene. Motivo? Sarebbe solo un’elemosina, sostiene Gasparri. Davvero non c’è limite alla manipolazione della verità. L’una tantum straordinaria per i redditi più alti, a partire da quelli dei parlamentari, frutterebbe circa 500 milioni. A pagare non sarebbero tutti i cittadini, ma i 180 mila italiani più agiati (a partire da duemila tra parlamentari e coonsiglieri regionali), ai quali verrebbe richiesto un piccolo sforzo di fronte a una crisi nera. I proventi andrebbero alle associazioni laiche e religiose che intervengono sul fronte drammatico della povertà.

Come si fa a non vedere la ragionevolezza e il valore simbolico di una proposta del genere? E il Gasparri che oggi parla di elemosina non era lo stesso che tre mesi fa esaltava la “social card”? Ebbene, nome inglese a parte, quel contributo era di entità inferiore rispetto all’una tantuim di cui si parla e per di più raccolto a carico di tutti i contribuenti e non solo dei redditi più alti.

Chi parla di elemosina fa solo il guardiano dei privilegi.

Aspettando Tremonti

giovedì, 20 novembre 2008

Premessa sulla vigilanza Rai. Io rivendico la correttezza del comportamento del Pd: abbiamo respinto fino alla fine il veto contro il candidato dell’Italia dei Valori, ci siamo ribellati al blitz di chi è venuto a scegliersi un presidente in casa nostra, dopo il passo indietro di Leoluca Orlando abbiamo candidato Sergio Zavoli che ha riscosso consensi unanimi. Punto. Obiezioni e riserve di alcuni commenti sono più che comprensibili. Non è comprensibile invece che le diatribe interne al Pd offrano spazio alla prepotenza della destra.

Ma la giornata è di nuovo dominata dalle notizie allarmanti delle Borse americane e asiatiche (e per ora anche europee) e dal trasferirsi della crisi Usa da Wall Street a Detroit. In tutto questo è sempre più allarmante il ritardo italiano. Il fallimento di Lehman Brothers è del 14 settembre e il Governo italiano non ha adottato finora alcuna decisione. Peggio, si è vincolato alla famosa finanziaria approvata in 9 minuti che è la Finanziaria di un altro mondo, il mondo pre crisi. Ora sembra imminente il varo di provvedimenti che riguardano anche le famiglie e le imprese, ma nulla è ancora stato illustrato alle forze sociali e all’opposizione parlamentare. So quanto sia difficile la situazione del nostro bilancio ma non vorrei che la risposta alla crisi si traduca nel più classico dei “too little and too late”, poche risorse e messe in campo troppo tardi.