Articoli marcati con tag ‘banda larga’

Pdigitale. Ce n’est q’un début…

domenica, 20 giugno 2010

Forse è ancora presto per festeggiare la nascita di un Pd “digitale”, ma certamente la non stop sulla banda larga che si è tenuta venerdi rappresenta una svolta nell’attenzione riservata dal Pd ai temi collegati a Internet.
Una prima conferma è arrivata proprio ieri, nella manifestazione nazionale del Pd a Roma: Bersani ha rilanciato con forza la proposta di un’asta delle fequenze tv liberate grazie al digitale terrestre e da destinare ai collegamenti in banda larga da reti mobili. E ha citato la banda larga come primo “progetto paese” da proporre per introdurre proprio durante la crisi i cambiamenti necessari per il futuro. Questa consapevolezza è il risultato del lavoro di queste settimane.
Certo, chi si aspettava la trasformazione del pd in una sorta di web community non si riterrà certo soddisfatto da questi primi passi.
Per me l’importante era – ed è- avere da parte di uno dei due grandi partiti italiani uno schieramento chiaro in difesa della Rete e una maggiore consapevolezza dell’importanza di Internet per il futuro dell’Italia e della conseguente necessità di un forte impegno pubblico per la sua diffusione.
Quanto ai prossimi passi comincerei da due cose. Una immediata, contrastare la legge sulle intercettazioni anche per il bavaglio che mette a Internet, oltre che all’informazione in genere. Seconda cosa, più strategica: riaprire gli spazi che la nascita del Pd aveva creato. Spazi di discussione e di partecipazione online (dai circoli ai forum) che si sono progressivamente richiusi seminando non poche delusioni. Non è che l’inizio.

Un Governo antitelevisivo

mercoledì, 18 novembre 2009

Visto che è un Governo televisivo, immobile sulla banda larga e diffidente verso il web, almeno facesse attenzione alle questioni televisive. A Roma e nel Lazio, invece, siamo nella confusione generale sullo switch off dall’analogico al digitale terrestre. Il primo giorno il call center del Ministero è stato sommerso dagli Sos e l’Auditel segnala un calo di ascolti nell’area romana del 15-20%. Insomma 300mila persone che lunedi non hanno visto più la Tv. Magari gli ha fatto bene…

Non capisco perchè si è deciso di procedere allo switch off quando i dati del passaggio al digitale di Rai 2 e Rete4 nel Lazio dicevano che troppe famiglie non si erano ancora digitalizzate. Non capisco perchè non si è fatto precedere lo switch off in un’area tanto vasta da un accordo sulla prenumerazione dei canali: oggi chi ha la fortuna di vedere senza problemi fa comunque fatica a trovare i canali, specie quelli Rai. Non capisco perchè si è provveduto troppo poco ad assistere le persone tecnologicamente meno informate e più anziane. Non capisco perchè i responsabili dell’operazione dicono che il peggio è passato quando ci sono ancora decine di persone in difficoltà, e non tutte possono permettersi di chiamare un antennista. Fosse un governo antitelevisivo?