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Interventisti umanitari
Rispetto le opinioni di ciascuno, ma la posizione di chi vuole tenere l’Italia fuori dalle missioni internazionali, ad esempio in Afghanistan, non mi pare così di sinistra.
L’idea che un paese dell’occidente ricco e industrializzato possa praticare una politica estera isolazionista, tenendosi fuori dalle aree di conflitto e di crisi, chiudendo gli occhi di fronte a minacce terroristiche o a violazioni dei diritti umani la trovo inaccettabile.
Se è una opzione individuale, può nutrirsi di ottime ragioni etiche o religiose. Ma non può essere una linea di comportamento politico per il Paese.
Nel mondo dei prossimi anni ci si batte per la pace e la libertà partecipando alle iniziative occidentali che vanno in quella direzione.
In caso contrario, noi benestanti italiani assomiglieremo sempre più a quei residenti dei quartieri alti delle metropoli americane, protetti da muri di cinta e da guardie private.






10 novembre 2008 alle 18:19
Caro ministro, mi spiace ma quel riferimento ai benestanti italiani non mi è proprio piaciuto. Sono proprio i benestanti residenti nei quartieri alti protetti da muri di cinta e guardie private, infatti, a decidere i vari interventi militari fallimentari degli ultimi anni, per motivi che hanno ben poco a che vedere con la filantropia. Basterebbe introdurre il principio che chi sostiene la guerra si assume anche l’onere di combatterla in prima persona per vedere precipitare drasticamente il numero dei conflitti. In particolare di quelli fortissimamente voluti dai benestanti occidentali che vivono nei quartieri da lei descritti.
10 novembre 2008 alle 18:19
Gentile Signor Gentiloni
Lei crede ancora alla favola che dice che la democrazia la si esporta con le
armi, le bombe all’uranio impoverito e le missioni ONU?
Per creare stati democratici ci vuole una lunga storia culturale ed ideologica
che ad un certo punto mette l’individuo come responsabile delle sue azioni
sia nel privato che nel sociale. I paesi arabi o islamici partono da altri
presupposti ideologici, storici e culturali che noi occidentali. Perciò sono molto
scettico in riguardo e credo che prima delle missioni ONU ci deve essere un
profondo dialogo interculturale e politico per capire le ragioni dell’altro (siano
Hamas, Talebani o altro). I soldi per le missioni in Afghanistan e in Iraq si
potrebbero spendere meglio nel nostro paese per dare una prospettiva a
tanti giovani precari o disoccupati e per finanziare la ricerca scientifica e le
università.
10 novembre 2008 alle 18:20
A NOI NON CI IMPORTA DELLE GUERRE PROVOCATE DA BUSH.
L’indulto è vergognoso e una considerazione:
NON ARRIVERETE A NATALE!!
10 novembre 2008 alle 18:20
Ho votato a sinistra ma spero che il governo cada,
siete peggio di BERLUSCONI
Con il colpo di spugna avete cancellato, in
moltissimi cittadini la fiducia che avevano riposto
in Voi, fuori i carcerati e dentro da d’ALEMA IN POI.
10 novembre 2008 alle 18:20
le prossime elezione spero, che tutti quelli che
hanno avuto fiducia della sinistra si ravvedano!
VOI PARLAMENTARI CI AVETE CALPESTATI
W: SOLO DI PIETRO!
10 novembre 2008 alle 18:21
Davanti all’elenco dei deputati, che hanno votato la clemenza per i loro simili, il pensiero va al Brigatismo: un’altra occasione sprecata per carenza di serie motivazioni.
Se una organizzazione armata li sterminasse tutti da Enzo Bianco a quel tale dell’ Idv, siamo sicuri che non avrebbe l’approvazione del popolo? Il sangue e solo il sangue è l’artefice della storia, ma per fare certe cose bisogna essere nati con il Dna giusto. E’ solo questo il rammarico di chi scrive… Istigazione alla violenza? Tanto c’è l’Indulto. Non hanno provocato un guasto da niente. A che pagare un avvocato, se Telecom riesce a farla franca?
________ http://www.ricostruire.it ____________
Ho l’animo squassato
10 novembre 2008 alle 18:21
Provo un grande senso di delusione dopo l’approvazione alla Camera della legge-inciucio sull’indulto… sicuramente i 66 posti nelle carceri lasciati liberi dai responsabili di reati contro la pubblica amministrazione, dai corruttori, dai corrotti, dai mafiosi che hanno fatto un voto di scambio, (pardon, 67 contando anche Previti) risolveranno il problema delle carceri sovraffollate.
Vergogna!
Distinti Saluti
Una ex-elettrice delusa
10 novembre 2008 alle 18:21
Cari politici, forse non vi rendete conto che l’idignazione generale è tanta, avete creato un danno di immagine alla sinistra (ma cosa più grave alle istituzioni), a mio avviso senza precedenti. Piuttosto che convincerci dei vostri buoni propositi, cercate di carpire i segnali di disgusto che provengono dalla società che vi ha eletti.
10 novembre 2008 alle 18:22
Complimenti alla sinistra, meno male che ci sono Di Pietro e i Comunisti Italiani, ci avevo visto bene! Pensavo fossero affidabili anche i verdi però mi son sbagliato! Ragazzi bisogna manifestare contro questi personaggi riprorevoli! Vogliamo gente onesta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
10 novembre 2008 alle 18:22
Vergogna, vergogna e vergogna!!! L’unione ha dimostrato di essere degna della Casa delle libertà!
Di Pietro vi ha dato una lezione di moralità e di serietà che voi ladri ed inciucisti non avrete mai in quanto pensate solo ai vostri interessi!!
Manifesto tutto il mio schifo per ogni singolo parlamentare dell’unione ad eccezione dell’unico vero partito politico che è rimasto in Italia che è ITALIA DEI VALORI!!
10 novembre 2008 alle 18:22
chi se ne fotte quando a casa tua fanno entrare ladri, truffatori, estorsori, omicidi…DOVETE ANDARE A FANGULO.
ORA FAREMO ANCHE I CONCORSI PER AUMENTARE LE FORZE DI POLIZIA? VUOI VEDERE CHE HO GIà CAPITO CHI LI VINCE QUEI CONCORSI?
10 novembre 2008 alle 18:23
vergognatevi mafiosi pezzi di merda, Sapete dove dovete mettervelo un grosso indulto?
10 novembre 2008 alle 18:23
…a Gentilo’…
STATE FACENDO SCHIFO A TUTTA L’ITALIA !!!!
W DI PIETRO !!!!!!!!!!!!!!!!!!
10 novembre 2008 alle 18:24
…diciamo pure che l’Italia industrializzata ma costantemente stagnante non puo’ permettersi di non avere un ruolo anche minimo in alcune guerre strategiche per i destini di importantissimi mercati, come quella in Afghanistan!
Semplicemente perderebbe quota presso i suoi partner internazionali!
Fatti due conti starsene fuori dall’Iraq era moooolto meglio, ma credo che andare via dall’Afghanistan risolva i problemi non dell’Afghanistan, non dell’Italia, ma solo di Rifondazione, comunisti e verdi con il loro pallido elettorato…
10 novembre 2008 alle 18:24
Come benestanti italiani?
Abbiamo un buco nella finanza che fa paura, mi spiega perchè dobbiamo sperperare miliardi proprio in questo periodo così duro per il nostro paese?
Dobbiamo indebitarci ancora di più per porre rimedio NOI ai casini che fanno gli americani in giro per il mondo?
Questa per me è follia bella e buona, punto e basta!
10 novembre 2008 alle 18:24
Mi chiedo quale credibilità effettiva abbia la conferenza che si apre oggi a Roma. La platea dei partecipanti risulta sbilanciata in modo tale da non garantire il carattere vincolante delle decisione che vi fossero prese. La politica internazionale si gestisce (si dovrebbe gestire) in base a criteri di logica e di rappresentanza. Aveva una logica una conferenza UE-Israele- Paesi arabi moderati. Si sarebbe trattato di un’iniziativa che avrebbe riportato in mano europea l’iniziativa di pace, in indiretta e giustificata polemica con l’attuale strategia statunitense. Aveva una logica anche una conferenza con la presenza americana e con la parallela presenza di Iran e Siria, perché l’Europa avrebbe costituito da punto di riferimento e di mediazione nell’attuale confronto medio-orientale. Non ha invece senso una conferenza come quella che parte oggi che vede la presenza di Israele, Usa e paesi arabi moderati, senza alcuna controparte vera, visto che il Libano non è in condizione di giocare un vero ruolo. In questo caso l’Europa sembrerà fare da cassa di risonanza sic e simpliciter delle posizioni americane e israeliane. Il nostro ministro degli esteri è, more solito, affetto da congenita supponenza e crede che la sua presenza garantisca una svolta positiva? I casi sono due: o ha le idee confuse in materia strategica o pensa di fare l’ala “critica” ma subordinata dell’asse israelo-americano. De Gaulle e Tito non ci sono più: gli europei devono rassegnarsi a questa piccola politica?
10 novembre 2008 alle 18:25
Il senso di impotenza dei cittadini viene dal fatto che la politica sembra avere perso il proprio primato.
Aprire una societa’ offshore? e’ facilissimo Ecco, Road Town, la capitale di Tortola, alle Isole Vergini Britanniche.
Ci sono 15 mila abitanti e ben 350 mila societa’ offshore, che significa letteralmente “societa’ fuori giurisdizione”.
Le societa’ offshore non hanno uffici, non hanno dipendenti, non hanno altro che delle targhette fuori dalla porta, e spesso neanche quelle.
Ma perche’ 350 mila societa’, tutte a Tortola?
Perche’ aprire una societa’ offshore a cui intestare i propri beni e’ facilissimo: bastano 48 ore,
Inoltre, dai tribunali dei paradisi fiscali non filtrano informazioni sulla provenienza del denaro come ben sanno i magistrati della procura di Milano,
10 novembre 2008 alle 18:25
Caro Ministro, perchè il governo non colpisce le molte società che palesemente fatturano a schermi giuridici basati in Gran Bretagna, controllati da azionisti nei paradisi fiscali?
Il giochino è semplice, in cambio di una bassa fee questi criminali fatturano regolarmente ma poi i soldi vengono fatti girare dalla società veicolo direttamente su qualche conto in Svizzera, Cayman o altro.
Il governo non dovrebbe combattare questo sistema vergognoso? L’ evasione fiscale è un grave crimine perchè danneggia le fasce deboli.
Bisognerebbe guardare a tutte le società senza stereotipi di partito. Speriamo che la magistratura freni questo fenomeno
10 novembre 2008 alle 18:26
Mi scuso per l’intervento extra-argomento in corso. Lo faccio solo per ricordare come la “triangolazione” di cui parlava il ministro qualche post fa sia stata, come di consueto nel nostro paese, rovesciata. Mi riferisco alla desolante vertenza-taxi. Al momento della trattativa, grazie anche a smottamenti vari (Anci ad es.) si è arrivati al famoso pareggio del ministro Bersani. Ma si trattava di un pareggio “in casa”, poco propizio come è noto. E infatti. Ripassata la palla ai Comuni, oggi si è conclusa la trattativa a Roma, dove, ma i giornali vanno letti non solo nei titoli, l’ottimo Veltroni ha chiuso la trattativa stessa con un brillante nulla-di-nuovo. C’è un cosiddetto impegno dei taxisti a aumentare non già il parco-macchine ma il numero di auto in circolazione, insomma ad autogestirsi un maggior numero di ore di presenza. Faranno, come sempre, quello che vogliono, nella sola misura in cui sarà reputato conveniente. La tariffa fissa a 40 euro per Fiumicino è un miglioramento? o non piuttosto una truffa “limata”? 25 euro sarebbe stata una tariffa più che equa. In più si è deciso di “intensificare” i controlli sui “conducenti con noleggio”, anziché sui tassisti stessi, sempre per venire incontro alle esigenze di tutela monopolistica dei medesimi. C’è da chiedersi dove sono finite le famose liberalizzazioni. Il punto in Italia non sono le diatribe tra sinistra “radicale” e sinistra “riformista”, che si svolgono in modo pressoché analogo a quelle degli anni trenta. Il punto è che in Italia i riformisti non riformano un bel nulla.
10 novembre 2008 alle 18:26
Capisco le buone ragioni di chi protesta per gli sconti di pena ai colpevoli di reati contro la pubblica amministrazione chiesti dal centrodestra per aderire alla maggioranza necessaria per l’indulto. Ma le buone ragioni per difendere una norma che affronta, come previsto nel programma dell’Unione, la drammatica situazione delle carceri mi paiono prevalenti.
Sono d’accordo con quanto scrive Adriano Sofri oggi a pagina 20 di Repubblica.
10 novembre 2008 alle 18:27
lasciao perdere nanni moretti con “le cose di sinistra” .. è di sinistra l’indulto? è di sinistra non aver ancora (non dico cambiato ma ) parlato della modifica della legge elettorale? e la liberalizzazione dell’ultimo miglio!!!!!???
caro ministro si tenga per lei le prediche dal pulpito, se ne volgio ascoltare una domenica andrò in chiesa!
10 novembre 2008 alle 18:27
Egregio Ministro,
oggi, 24/7/06 voi del Centro Sinistra, che io ho votato, volete approvare una legge sull’indulto, che NON ERA prevista NEL PROGRAMMA dell’Unione e che io ritengo del tutto estranea alla volontà degli elettori del centrosinistra. Questa legge, nata per liberare le carceri, volete estenderla ai reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione.
Neppure il governo Berlusconi era arrivato a tanto. E’ un colpo di spugna che viene effettuato nel pieno del periodo estivo.
Se l’indulto passasse così com’è, tutti i fatti di mala amministrazione e di mala attività imprenditoriale, rimarrebbero impuniti. Si tratta di persone colpevoli di reati come tangentopoli, calciopoli, bancopoli. Persone che hanno occupato le indagini delle magistrature e le prime pagine dei giornali in questi ultimi anni.
Noi elettori di Centro Sinistra non vogliamo tutto ciò. Non vi abbiamo votato per questo. Oggi sento un profondo sconforto, perchè mi sento tradito nel profondo da voi, coloro nei quali avevo riposto la mia fiducia per un futuro migliore.
Vi chiedo di ripensarci e stralciare dalla legge i reati suddetti.
Grazie.
Un saluto cordiale,
Luca Giarratana
10 novembre 2008 alle 18:28
Caro Ministro,
cosa credete che se anche ci sono 40° noi vi perdiamo d’occhio? La legge sull’Indulto esteso anche ai reati di corruzione, ai reati finanziari a tutti quei reati che riguardano i colletti bianchi e che Nulla hanno a che vedere con il sovrafffollamento delle carceri, stanno per essere spazzati via da un’INDULTO! Neanche Berlusconi era arrivato a tanto per salvare Previti e compagni! E’ vergognoso che NON SI VOGLIA DARE IL BUON ESEMPIO!
dovete fare quello che è nel PROGRAMMA DELL’UNIONE!
Migliorate le carceri o usate pene legate ai servizi sociali, invece di lasciare a piede libero ed in Parlamento dei criminali!
Non inciuciate con la CDL, perchè Vi si ritorcerà contro!
Altro che Guerre estere!
10 novembre 2008 alle 18:28
Gli integralismi sono sempre pericolosi, e quelli dei cosiddetti pacifisti appartengono a questa categoria. La missione in afghanistan non e’ una gurra unilaterla eid bush, come non lo sara’ la missione in libano. Se stiamo nella NATO queste missioni le dobbiamo fare, tutto il resto no. L’unione ha sempre sostenuto questa tesi, i pacifisti contestaori sono fuori dall’unione e basta, senza tanti sofismi. Se poi e’ meglio la fiducia o no questo non lo so proprio, deve deciderlo la politica, ma alle crisi di coscienza di chi si e’ fatto elegegre per stare in una coalizione e ha accettato un programma non le giustifico. Il mio voto (avevo votato per i verdi) non lo avranno mai piu’. La posizione dei DL e’ invece coerente e costruttiva, sono con lei caro ministro.
10 novembre 2008 alle 18:28
Gent. Ministro,
ma lei da che parte sta in questa storia dell’indulto. Apprendiamo da Di Pietro che si sta consumando l’ennesima schifezza in Italia ma questa è davvero grossa. E voi ci parlate del PIL che aumenta per aver vinto in mondiali. Per quanto ancora dobbiamo vergognarci di voi e quanti accidenti dobbiamo ancora mandarvi?
Lei non ne parla? Ha un blog, ci faccia sapere.
10 novembre 2008 alle 18:28
Esistono molte società sane in Italia gestite da manager professionisti e preparati che mai si piegherebbero ad imbrogli. Sono società che crescono grazie al mercato ed agli strumenti di finanza e strategia.
Purtroppo esistono anche diverse società, gestite
da ragionieri semialanfabeti pronti ad ogni crimine, che solitamente si piegano per conto degli azionisti a fare un giochino famoso, quello di fatturare ad una società britannica che appare lecita, ma invece è controllata da azionisti in un paradiso fiscale come le Cayman. Queste sono società “veicolo” che servono per evadere le tasse e che provocano il dramma italiano dove le imposte gravano principalmente sui dipendenti pubblici/privati. La questione etica esiste e la Margherita dovrebbe porsi il problema.
10 novembre 2008 alle 18:31
.Com, giornale atipico che per tre anni ha provato a raccontare il mondo delle comunicazioni senza condizionamenti esterni, cosa che lo ha portato a cavalcare anche battaglie scomode, che comunque forniva notizie altrimenti irreperibili, non c’è più.
Per qualcuno, una buona notizia, ma sono convinto che più di una persona del settore da domani penserà “chissà cosa avvrebbe scritto .Com”.
10 novembre 2008 alle 18:31
Da giorni seguo il tema dell’indulto.
Da giorni mi vergogno di questo centrosinistra.
Unica nota positiva e l’ormai ultima ancora di salvezza Di Pietro che ho votato e continuerò a votare.
L’indulto è un tema importante ma allargarlo ai reati contro pubblica amministrazione e giustizia è vergognoso.
Perchè non andate dai vostri elettori e dite chiaramente che state facendo l’ennesima legge ad personam per il nano come ai bei tempi dell’inciucio dalemiano?
Spero che anche lei alzerà la sua voce, possibilmente una voce fuori dal coro.
10 novembre 2008 alle 18:32
Lasciate perdere le favolette sulla pace nel mondo!! Siamo schiavi delle banche!!! (Senza soldi non si cantano messe)
Studiate il signoraggio!!!!
10 novembre 2008 alle 18:32
Sarebbe da considerare una posizione di sinistra il votare contro le missioni internazionali quando al Governo c’era Berlusconi e il votare a favore adesso?
Bella coerenza!
10 novembre 2008 alle 18:33
Evidentemente ci meritiamo un altro governo berlusconi, se davvero ci sono deputati eletti per ribaltare tutta la politica sciagurata della destra e che gogi invece votano in modo da far cadere il governo, che signifca con la massima probabilita’ far vincere di nuovo la destra a nuove elezioni. Mi chiedo cosa possiamo fare noi elettori massacrati da tutto questo e cosa potete fare voi politici al governo per evitare questo disastro. Comuqne e’ giusto metetre la fiducia e’ giusto escludere altre strade rispetto all’eventuale ritorno al voto e’ giusto cominciare a fare pulizia nei diritti del calcio.
10 novembre 2008 alle 18:33
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa
alla libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati,
alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni
internazionali rivolte a tale scopo.
E va bene che in Afghanistan l’Italia è presente sotto l’egida dell’Onu, o almeno così ci viene riferito, ma in Iraq? Ministro, gli elettori del centro-sinistra non hanno votato per l’Unione in modo che la vostra coalizione porti a termine il programma di Berlusconi. Quindi un po’ di coraggio e soprattutto di discontinuità con il precedente governo che tanto si vantava di aver il Paese dalle stalle alle stelle dandogli ineffabile prestigio internazionale.
P.S.: Ministro perchè non scrive un po’ anche di quello in cui lei credo sia molto competente, lanciando proposte sul suo blog? Se proprio non vuole parlare di comunicazione, almeno si espirma in merito alle scelte del suo governo che stanno passando inosservate, quali, per citare un esempio a caso, l’indulto applicato anche ai reati finanziari, che notoriamente sono quelli di cui sono più ghiotti gli amici di Berlusconi. Cosa state facendo, i suoi interessi o quelli dell’Italia?
10 novembre 2008 alle 18:33
Caro Paolo,
da pacifista, convinto della crudeltá ed assoluta inutilitá della guerra, confesso di faticare molto ad accettare l’ineluttabilitá della scelta di una nostra presenza nei conflitti.
Mi rendo conto della necessitá di essere realisti, di dover praticare una politica estera da paese occidentale che persegue la pace……e proprio qui é il punto. Sinceramente appare poco credibile il moto di generositá e di altruismo che spinge gli americani (poi gli altri…..al seguito) ad “esportare” democrazia, pace e libertá. Nessuno crede a tanta nobiltá d’animo, ovviamente sono ben altre le ragioni che scatenano le guerre, ed é su queste che si levano le proteste di chi dice: NOT IN MY NAME.
Per non asserragliarci nel nostro giardino (ultimo capoverso del tuo post) e perseguire veramente la pace, dovremmo adoperarci per favorire lo svilluppo e la crescita economica delle aree dove andiamo a portar bombe.
10 novembre 2008 alle 18:34
gentile ministro,
perdoni l’OT (ma noto che anche altri affezionati del blog risentono della sua svolta che definirei anti-comunicazione).
Cmq ci provo a sottoporle un punto di riflessione. Mi scuso per la specificità, ma si tratta di un piccolo scandalo col quale devo fare i conti nel mio lavoro e che, soprattutto, costa una marea di soldi inutili a tutti i cittadini che di fatto devono (senza saperlo e per forza) finanziare le televisioni.
La premessa – Tra le molte criticità “alte” seminate dalla legge Gasparri (a proposito, in molti stimano che il digitale terrestre sia nato già morto, se non per salvare rete4: perché perseverare?) c’è un piccolo punto che riguarda le pubbliche amministrazioni (per giustizia devo dire che era già vigente anche prima). Copio per intero il comma 10 art. 7 della Gasparri:
“10. Le somme che le amministrazioni pubbliche o gli enti pubblici anche economici destinano, per fini di comunicazione istituzionale, all’acquisto di spazi sui mezzi di comunicazione di massa, devono risultare complessivamente impegnate, sulla competenza di ciascun esercizio finanziario, per almeno il 15 per cento a favore dell’emittenza privata televisiva locale e radiofonica locale operante nei territori dei Paesi membri dell’Unione europea e per almeno il 50 per cento a favore dei giornali quotidiani e periodici”.
Lo stato di fatto – Considerato che la grande maggioranza delle amministrazioni deve spendere in pubblicità legale sui giornali (bilanci, gare , appalti, etc.) perché sottoposta a giusti vincoli di trasparenza, accade che ogni 100 euro spesi per giornali, sia necessario impegnarne almeno altri 17 per comprare spazi radiotelevisivi. Facciamo un po’ di conti, moltiplicando cifre anche basse ogni anno per il numero di PA italiane: il risultato è mare di denaro che siamo costretti a regalare, tutti, volenti o nolenti alle TV.
Le politiche di austerità 1- Intanto il governo prodi taglia ancor più le spese per la pubblicità nalla PA. E un responsabile della comunicazione come me si trova costretto a regalare alle TV soldi inutili per le attività dell’ente, soltanto allo scopo di non incorrere nella sanzione amministrativa prevista per gli inadempienti.
Le politiche di austerità 2 – Ma c’è dell’altro: si potrebbe definirlo “l’indotto”. La Gasparri specifica che il famigerato 15% va calcolato unicamente sui soldi spesi per comprare spazi televisivi o radiofonici. Non sulle spese per la realizzazione del prodotto da mandare in onda. Non le sfugge, signor ministro, che far realizzare un prodotto grafico per un bando di gara o l’annuncio di un convegno sulla carta stampata costa nulla o poco. Far produrre un video, uno spot o anche un semplice redazionale video, ha dei costi molto più alti. Ergo: da una parte ci imponete di risparmiare, dall’altra di sprecare soldi.
Possiamo sperare che il governo in carica metta fine a questo e altri mille simili sprechi?
A proposito, segnalo a tutti la petizione per l’Open Sorce nella PA
http://81100.eu.org/petizione/index.php
grazie
10 novembre 2008 alle 18:35
Ministro Gentiloni,
mi diverte lasciarle ogni tanto una risposta ai posts del suo blog. Ma sia a me che all’utente che ha scritto prima di me, piacerebbe leggere di temi inerenti la comunicazione.
Sono tanto curioso di sapere come andrà a finire questa storia che coinvolge due grossi imprenditori Tronchetti-Murdoch. Si parla di accordi tra i due per la produzione di programmi per la tv. Si arriverà davvero ad un terzo polo televisivo? Da studioso di comunicazione e giornalista dico che Flux è una scelta coraggiosa, così come Mtv lo è stata a tempo debito. Ma le frequenze della tv analogica, a mio modesto parere, non si possono sfruttare per fare la radio..! Lo dimostrano gli ascolti, assolutamente bassi, e non competitivi. Seguendo questa strada sia Tronchetti, che il gruppo L’Espresso (proprietario di All Music) dovranno fare i conti col fallimento.
Un’ultima cosa, ministro. Lei sa meglio di me, che Mediaset, così come Telenorba, Teleroma 56 ecc.ecc. non sono proprietarie delle frequenze, ma è lo stato che le affida a loro perché determinati imprenditori sono bravi e sanno fare impresa. Ecco. Speriamo che gli imprenditori continuino ad essere tali.
Buone cose.
Roberto Fonte
10 novembre 2008 alle 18:35
LIBANO
10 novembre 2008 alle 18:35
Perché continua a NON occuparsi di Wi-Max? Ho letto decine di sue dichiarazioni sul digitale terrestre, ma non ancora una presa di posizione decisa sulla banda larga. Dica qualcosa, anche in seguito alle dichiarazioni di oggi del presidente dell’Autority per le comunicazioni Corrado Calabrò che ha dichiarato: “È inaccettabile il ritardo nella diffusione della tecnologia radio di accesso a banda larga denominato Wi-Max”.
Aspetto una sua risposta, grazie,
Anastas
10 novembre 2008 alle 18:35
L’unico membro del governo italiano che ha affrontanto il problema pubblicamente è stato D’Alema. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza UE hanno evidenziato la posizione di Israele fuori da ogni logica di diritto internazionale.
Ad Haifa bombardano i civili con i razzi Katiuscia, a Safed hanno bombardato l’area cirocstante l’ospedale.
Ma i dirigenti della Margherita non dicono nulla?
10 novembre 2008 alle 18:36
Invito a notare la differenza tra questo post di Gentiloni e quello che invece ha fatto Franca Rame sull’Afghanistan ( http://www.francarame.it/?q=node/148 ).
Franca Rame è entrata nel merito, riportanto fatti indispensabili per comprendere la questione, e lasciando le conclusioni al dibattito a cui ha invitato i suoi lettori.