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Articolo 4, comma 1, lettera a

“Rientrano nella definizione di servizio media audiovisivo i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale”.

E’ questo il grimaldello contenuto nel decreto del Governo su tv e Internet attraverso il quale si vorrebbero far passare una serie di controlli e di limitazioni alla tv su protocollo Internet, alle web tv e a piattaforme internet che usano l’audiovisivo a cominciare da You Tube. Una volta rientrati nella definizione generale di servizio di media audiovisivo, infatti, siti e piattaforme web che fanno un uso “non incidentale” di immagini video potranno essere soggetti alle norme e alle limitazioni tipiche delle piattaforme tv. A cominciare dalle autorizzazioni ministeriali: lo stesso decreto (art.17) prevede che diventi necessaria un’autorizzazione del Ministero anche per “la diffusione continua in diretta o live streaming e su Internet o web casting”.

Questo decreto è un vero scandalo. Oltre a questa norma anti web ci sono diversi regali a Mediaset (dalla pubblicità ai programmi digitali) e c’è l’eliminazione delle norme introdotte dai Governi Prodi a favore della produzione indipendente di fiction e del cinema italiano. Il tutto con un decreto che prevede solo pareri parlamentari “non vincolanti” e ancora una volta trasforma il Parlamento in una casella postale.

Oggi è cominciata la battaglia nostra, dell’Idv e dell’Udc nelle commissioni partlamentari. Nei prossimi giorni sono certo che la mobilitazione crescerà sia on line che off line.

10 Commenti a “Articolo 4, comma 1, lettera a”

  1. Aurelio Scrive:

    La invito a prendere pubblicamente posizione a proposito di questo gruppo facebook e del video lì pubblicato prima che sia troppo tardi:

    Facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=254207197696
    YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=8umpNWGqD_Q

  2. Repubblica.it - Blog - Scene Digitali » Blog Archive » No Internet non è la tv, e il governo non vuole che le tolga “gli occhi” Scrive:

    [...] Parlando della citazione iniziale, scrive Paolo Gentiloni [...]

  3. Antonio Scrive:

    “Su una materia come questa, che investe chiaramente il conflitto d’interessi è una sfida aperta al presidente della Camera, che ha chiesto di rispettare le prerogative del Parlamento, procedere in questo modo, senza investire Camera e Senato della questione”.

    Paolo Gentiloni

    Visto che, come ha avuto modo di dichiarare lei stesso, questo decreto tv è legato inevitabilmente alla questione del conflitto d’interessi, le ricordo che il suo partito è stato in tutti questi anni complice delle malefatte del premier. Trovo quindi singolare, e abbastanza fastidioso, il fatto che lei parli di “battaglia” da fare nelle commisioni parlamentari, e di “mobilitazione” del web.
    Chi si mobilita dal basso lo fa perchè spinto da motivazioni che esulano completamente dai giochini di natura politica, e perchè desideroso di fare il bene delle comunità. Dubito che voi siate capaci di fare altrettanto.
    La storia, per fortuna, vi ha già condannati.

  4. Claudio Bonistalli Scrive:

    Tante belle tasse intascate alla S.I.A.E. ma ai negozianti di musica come noi che sono stati Travolti dal ciclone Intenet con il download più o meno legale e che si sono visti crollare i fatturati dei negozi ? Noi non abbiamo nessun diritto, non ci difende nessuno, l’unica alternativa è la chiusura dei nostri punti vendita con relative conseguenze di perdita di posto lavoro, indebitamenti con le banche ecc. ecc. Non dimantichiamoci che i negozi di musica vendono, o meglio vendevano, cultura. Grazie per lo spazio

  5. Milos Scrive:

    Non capisco, l’unica cosa che si propone di fare in materia Internet (e qui parlo di governo ma anche opposizione) è limitare, controllare, far pagare. Cose non possibili a meno di coinvolgere il mondo intero, perchè Internet non è una cosa gestibile localmente. Se passa una legge del genere la prima cosa faccio è comprare una webcam, aprire un sito su altervista e fare la diretta su ogni cosa succede al mio corpo, in relazione a ciò che fa e propone il governo.

  6. Filippo Gallo Scrive:

    Sono il mediatore dell’iniziativa di Arezzo del 22 Gennaio.

    Le passo la mail in caso tornasse utili per qualche ulteriore iniziativa o riunione: filippogallo1@inwind.it

  7. plato Scrive:

    dovete farla passare, per il bene della rete. la rete ha bisogno di qualcosa contro cui lottare. e la legge Romani, oltre a tutelare le aziende di berlusconi, aiuterà a separare la rete dalla tv di berlusconi, dalla tv spazzatura. avete la possibilità di cogliere due piccioni con una fava, usatela

  8. Il conflitto di interesse arriva sul web « Antonio Ricci Scrive:

    [...] concetto ribadito ancora con più convinzione dall’ex-ministro Paolo Gentiloni, che sul suo blog personale afferma: “Questo decreto è un vero scandalo. Oltre a questa norma anti Web ci sono diversi [...]

  9. Diarionascosto.it V.2.0 - Ennesimo attacco alla libertà della Rete Scrive:

    [...] sul Web. L’ultima parola è per Paolo Gentiloni, ex-Ministro delle Comunicazioni, il quale riassume sul proprio blog la posizione del proprio partito e di quanti intendono scendere sul piede di guerra contro il [...]

  10. L’Italie censure la diffusion de vidéos sur Internet « www.cellule5.tk Scrive:

    [...] rappelé l’ancien ministre des Communications et membre de l’opposition Paolo Gentiloni sur son blog. « Ce décret est un véritable scandale », a-t-il ajouté. Des sites de [...]

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