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Articolo 4, comma 1, lettera a
“Rientrano nella definizione di servizio media audiovisivo i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale”.
E’ questo il grimaldello contenuto nel decreto del Governo su tv e Internet attraverso il quale si vorrebbero far passare una serie di controlli e di limitazioni alla tv su protocollo Internet, alle web tv e a piattaforme internet che usano l’audiovisivo a cominciare da You Tube. Una volta rientrati nella definizione generale di servizio di media audiovisivo, infatti, siti e piattaforme web che fanno un uso “non incidentale” di immagini video potranno essere soggetti alle norme e alle limitazioni tipiche delle piattaforme tv. A cominciare dalle autorizzazioni ministeriali: lo stesso decreto (art.17) prevede che diventi necessaria un’autorizzazione del Ministero anche per “la diffusione continua in diretta o live streaming e su Internet o web casting”.
Questo decreto è un vero scandalo. Oltre a questa norma anti web ci sono diversi regali a Mediaset (dalla pubblicità ai programmi digitali) e c’è l’eliminazione delle norme introdotte dai Governi Prodi a favore della produzione indipendente di fiction e del cinema italiano. Il tutto con un decreto che prevede solo pareri parlamentari “non vincolanti” e ancora una volta trasforma il Parlamento in una casella postale.
Oggi è cominciata la battaglia nostra, dell’Idv e dell’Udc nelle commissioni partlamentari. Nei prossimi giorni sono certo che la mobilitazione crescerà sia on line che off line.






15 gennaio 2010 alle 10:37
La invito a prendere pubblicamente posizione a proposito di questo gruppo facebook e del video lì pubblicato prima che sia troppo tardi:
Facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=254207197696
YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=8umpNWGqD_Q
15 gennaio 2010 alle 11:03
[...] Parlando della citazione iniziale, scrive Paolo Gentiloni [...]
15 gennaio 2010 alle 13:36
“Su una materia come questa, che investe chiaramente il conflitto d’interessi è una sfida aperta al presidente della Camera, che ha chiesto di rispettare le prerogative del Parlamento, procedere in questo modo, senza investire Camera e Senato della questione”.
Paolo Gentiloni
Visto che, come ha avuto modo di dichiarare lei stesso, questo decreto tv è legato inevitabilmente alla questione del conflitto d’interessi, le ricordo che il suo partito è stato in tutti questi anni complice delle malefatte del premier. Trovo quindi singolare, e abbastanza fastidioso, il fatto che lei parli di “battaglia” da fare nelle commisioni parlamentari, e di “mobilitazione” del web.
Chi si mobilita dal basso lo fa perchè spinto da motivazioni che esulano completamente dai giochini di natura politica, e perchè desideroso di fare il bene delle comunità. Dubito che voi siate capaci di fare altrettanto.
La storia, per fortuna, vi ha già condannati.
15 gennaio 2010 alle 18:29
Tante belle tasse intascate alla S.I.A.E. ma ai negozianti di musica come noi che sono stati Travolti dal ciclone Intenet con il download più o meno legale e che si sono visti crollare i fatturati dei negozi ? Noi non abbiamo nessun diritto, non ci difende nessuno, l’unica alternativa è la chiusura dei nostri punti vendita con relative conseguenze di perdita di posto lavoro, indebitamenti con le banche ecc. ecc. Non dimantichiamoci che i negozi di musica vendono, o meglio vendevano, cultura. Grazie per lo spazio
22 gennaio 2010 alle 09:21
Non capisco, l’unica cosa che si propone di fare in materia Internet (e qui parlo di governo ma anche opposizione) è limitare, controllare, far pagare. Cose non possibili a meno di coinvolgere il mondo intero, perchè Internet non è una cosa gestibile localmente. Se passa una legge del genere la prima cosa faccio è comprare una webcam, aprire un sito su altervista e fare la diretta su ogni cosa succede al mio corpo, in relazione a ciò che fa e propone il governo.
23 gennaio 2010 alle 12:57
Sono il mediatore dell’iniziativa di Arezzo del 22 Gennaio.
Le passo la mail in caso tornasse utili per qualche ulteriore iniziativa o riunione: filippogallo1@inwind.it
27 gennaio 2010 alle 23:00
dovete farla passare, per il bene della rete. la rete ha bisogno di qualcosa contro cui lottare. e la legge Romani, oltre a tutelare le aziende di berlusconi, aiuterà a separare la rete dalla tv di berlusconi, dalla tv spazzatura. avete la possibilità di cogliere due piccioni con una fava, usatela
29 gennaio 2010 alle 17:10
[...] concetto ribadito ancora con più convinzione dall’ex-ministro Paolo Gentiloni, che sul suo blog personale afferma: “Questo decreto è un vero scandalo. Oltre a questa norma anti Web ci sono diversi [...]
1 febbraio 2010 alle 18:50
[...] sul Web. L’ultima parola è per Paolo Gentiloni, ex-Ministro delle Comunicazioni, il quale riassume sul proprio blog la posizione del proprio partito e di quanti intendono scendere sul piede di guerra contro il [...]
13 aprile 2010 alle 10:21
[...] rappelé l’ancien ministre des Communications et membre de l’opposition Paolo Gentiloni sur son blog. « Ce décret est un véritable scandale », a-t-il ajouté. Des sites de [...]