feb
14
Cavie digitali terrestri

Forum della Margherita affollatissimo ieri pomeriggio a Cagliari, come di rado se ne vedono su argomenti come la tv digitale terrestre. La ragione è semplice: secondo il Governo tra un mese la Sardegna (con la Valdaosta) dovrebbe avere l’onore del primo switch off, lo spegnimento della tv analogica in buona parte dell’isola. Un onore che i sardi non sembrano apprezzare per niente. Critiche unanimi, con la sola eccezione del Consorzio delle tv locali che per rispettare il calendario sono state indotte (e incentivate) a forti investimenti. Chiaro e quasi ruvido (come sempre) il Presidente della Regione Renato Soru: non se ne parla nemmeno.
Che cosa è cambiato in appena 10 mesi, visto che in aprile, in un convegno organizzato a poche decine di chilometri, la sperimentazione sarda era stata celebrata in pompa magna non solo da Gasparri, Mediaset e Telecom ma dallo stesso Soru?
Innanzitutto è chiaro che i tempi immaginati non stanno in piedi, visto che a oggi poco meno della metà delle famiglie dell’area interessata non sono collegate al digitale terrestre. E spegnere la tv a decione di migliaia di persone non conviene a nessuno.
In secondo luogo perchè molte delle promesse con cui era stato presenntato il paradiso digitale terrestre sono presto evaporate. Scarsa interattività, programmi aggiuntivi per ora quasi inesistenti, zero t-commerce o t-governement, insufficiente apertura del sistema alla rete internet. Unica killer-application, le carte prepagate per la pay per view di Mediaset e La 7. In sostanza, un business troppo incentrato sui protagonisti dominanti della vecchia tv analogica che in questi mesi hanno spadroneggiato nel trading delle frequenze.
Proprio la stessa malattia che indebolisce in tutta Italia la necessaria innovazione della tv digitale.
La mia impressione è che la Sardegna sia comunque interessata a svolgere un ruolo di battistrada, ma in tempi ragionevoli e alle condizioni che Soru vuole contrattare. Sì al laboratorio Sardegna, ma senza costringere i sardi a fare da cavie.

10 Commenti a “Cavie digitali terrestri”

  1. riccardo Scrive:

    Basta con i soliti argomenti che ci passano sopra
    per il digitale terrestre tutti dicevano che MEDIASET avrebbe fatto buca invece….
    parliamo di cose serie: I sondaggi di Berlusconi
    sono veri o falsi?
    Se li crea o è veramente così, io penso che vincerà ancora perche gli Italiani fanno spesso
    marcia indietro.SALUTI A TUTTI

  2. Alessandro Scrive:

    Caro Onorevole,

    Berlusconi sta seguendo la teoria del marketing politico del Wisconsin:

    1) advertising
    2) polling
    3) telemarketing
    4)demographic targeting
    5)Conventions

    Negli Stati Uniti, McAuliffe manda 700,000 e-mails in un’ora e secondo me Berlusconi farà la stesso. Dobbiamo stare attenti perchè FI sta guadagnando molti voti in questi giorni.
    Alessandro

  3. F.S. Scrive:

    Condivido appieno. Il digitale è transitorio e di breve periodo, ovvero si sommeraà ad altre forme di distribuzione di segnali televisivi, ben più potenti ed attraenti. Inoltre non consente sviluppi di prodotto per via della legislazione italiana, e dunque è dannoso, uno specchietto per le allodole, e son lieto che i sardi non siano allodole. Riguardo alla chiarezza invece non ritengo sia necessaria oggi. Si dovrebbe esser chiari sulle strategie più che sulle tecnologie.
    A proposito del commento al poso precedente, (non so perche’ con gli anni scrivo i titoli in latino, avevo quasi sempre voti che andavano dall’1e mezzo al 2–) c’è da tenere in considerazione che la Cdl sta utilizzando tutte le forme di marketing e non solo la tv come medium. Usa il direct marketing, cerca spunti per il relazionale (meno male che funziona solo in minima parte), usa linguaggi differenziati. Credo che è lì che vada inseguita sulla diversificazione dei messaggi ai diversi target, non sui contenuti. Cari saluti

  4. Joseb Scrive:

    Il Digitale terrestre, nella forma attuale, è una tecnologia obsoleta e bene ha fatto la Margherita ad organizzare il Forum.
    Sarebbe però ora che si cominciasse ad avere un poco di coraggio e dire a chiare lettere cosa si intende fare, perché a leggere “si al laboratorio Sardegna”, uno comincia a preoccuparsi.
    Questo digitale terrestre non è idoneo a pilotare i nuovi televisori che stanno affollando i media store, tutti più evoluti, ancor meno i prossimi, che gestiranno i segnali ad alta definizione. Continuare ad investire denaro pubblico su una tecnologia senza futuro è quindi non solo indecente, ma pericoloso per il futuro delle nostre industrie tecnologiche, di servizi e contenuti.
    In estremo Oriente, oggi, si vendono gli spazi pubblicitari nei mondi virtuali dove già si perdono milioni di coreani e giapponesi, connessi in fibra ottica ad alta definizione.
    Noi, nel 2010, avremo consolidato una tecnologia nata nell’altro secolo.
    A parte il fatto che Mediaset si sta rovinando con le sue stesse mani (chi è causa del suo mal…), se non puntiamo la barra a dritta verso l’alta definizione, cavo e satellite, con annessa capacità di sviluppare contenuti e servizi, finiremo per diventare web-potatoes, meri consumatori di prodotti e servizi prodotti altrove.

  5. GM Scrive:

    con il DGT si può vedere il Grande Fratello…non so se mi spiego…

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