giu
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Che ci contiamo a fare?

Al Pd serve un congresso vero, si dice. Sono d’accordo. Nel modo unanime con cui si sono scelte le leadership di Prodi e Veltroni risiede una parte dei problemi che poi hanno dovuto affrontare. Ben venga dunque una competizione tra due o più candidati alla guida del partito, ma a una condizione. Che la gara sia tra persone che propongono strategie e visioni diverse, non che fanno la raccolta di forze interne più o meno eterogenee.

Nella direzione di ieri questo confronto tra diverse strategie non si è visto, ma è la sola cosa veramente importante da fare.

11 Commenti a “Che ci contiamo a fare?”

  1. gigi Scrive:

    gentiloni
    facciamo una scommessa
    se perdo ti giuro che ti mandero’ 300 euro .
    scommetto che il nuovo segretario del pd sara’ un d’alemiano
    uno che ha a che fare , con la prescrizione, con la vecchia casta, con amicipoco raccomandabili
    bersani, per esempio
    sara’ uno che non affrontera’ il confitto d’interessi del nano, sara’ uno che avra’ molte candidature, soprattutto dalla vecchia nomenclatura

    rutelli, bersani, fassino,d’alema, letta,
    insomma sara’ la putrefazione in senso assoluto

    franceschini, il vice sciagura , e’ il meno peggio.
    vi giuro sulla bibbia che se vincera’ l’ex direttore dell’unita colombo, oppure personaggi come paolo floris darcais, votero’ per il resto della mia vita il pd
    giuro sulla bibbia che manterro’ questa scommessa

  2. Gentile Scrive:

    Sarà sicuramente un d’Alemiano. Gentiloni lei da che parte sta??
    O come al solito fa il ponzio pilato e si schiererà a carte scoperte.
    Andrete al 20% alle prossime.

  3. Giovanni Hermanin Scrive:

    Caro Paolo

    sottolinei giustamente che non ci si può limitare ad una “raccolta di forze interne”. Aggiungo che non ci si può nemmeno limitare ai bei discorsi(alla Veltroni, per capirsi). Insomma per fare qualcosa di decente e di utile per il paese credo proprio che la “linea politica” (possibilmente strategica e non solo congiuturale) debba andare di pari passo con la costruzione di un partito che si lasci alle spalle il “partito in franchising” di cui parla Tocci: quello in cui si dicono un sacco di cose e poi ogni capo o capetto fa quello che gli pare (che, di norma, sono i fatti suoi).
    Senza questi due elementi scompare il progetto politico e rimane il puro potere. .

  4. Ettore Scrive:

    Caro Paolo l’errore è sempre lo stesso: qualcuno si occupa delle idee e altri (troppi si occupano dei posti). E’ successo con la Margherita, quando Rutelli si occupava di prendere i voti e Marini si beccava gli eletti. E’ successo col Partito democratico nel quale gli eletti per storia, idee e capacità (soprattutto a livello locale, ma anche nazionale) non corrispondono alla complessità e alla novità dei votanti. Veltroni si è occupato di prendere i voti e gli altri gli eletti. Ma siccome gli elettori non sono scemi al secondo giro non ti votano più.
    Una volta si diceva i partiti erano composti da due elementi: il partito degli assessori e chi produceva idee e politica. Oggi, mi pare, che la prima componente abbia occupato quasi tutti gli spazi e se non si da un segnale chiaro di cambiamento che faccia corrispondere volti e idee nuove, gli elettori che a milioni se ne sono già andati non torneranno più e, quel che peggio, non arriveranno quelli nuovi dell’altra parte che servono per vincere.

  5. mimmo Scrive:

    Baffino ha calato l’asso….Bersani si candida alla guida del PD.
    E queste sarebbero le facce nuove?
    La moglie di Fassino la ricandidate ancora?
    Che marmaglia

  6. Kartaman Scrive:

    Se Bersani è il nuovo…credo che vi autoeliminerete tra voi come le cosche mafiose.

  7. Giovanni Volpi Scrive:

    Vorrei chiedere all’Onorevole cosa ne pensa dei commenti espressi dai suoi compagni di partito nei confronti dell’On. Debora Serracchiani. Ritiene che la posizione della Serracchiani sia banale o sia stata banalizzata dagli avversari interni? Ritiene che l’immagine del PD venga rafforzata da questi episodi?

    E poi: Bersani o Franceschini? ^_^

  8. salvatore d'urso Scrive:

    Voterò alle primarie solo se si candida ignazio marino…

    e voterò poi pd alle prossime elezioni e farò votare pd… almeno 200 voti… se ignazio marino farà fuori davvero la vecchia nomenclatura…

    queste le condizioni altrimenti nel mio paese continuerò a portare voti all’idv… e parlare male di voi… anche attraverso internet…

    ci avete ingannato per troppo tempo… ora chi ha sbagliato vada a casa…

    sulla gaffe della serracchiani subito tutti a solidarizzare con d’alema…

    sul pizzino di latorre non ho sentito nessuno pretendere le sue dimissioni…

    ecco perchè dovete andarvene aff…..lo.

  9. paresacco Scrive:

    Sogno un partito senza Massimo Dalema, senza Piero Fassino, senza Francesco Rutelli, senza Finocchiaro, senza Bersani. Sogno un vero Partito Democratico

  10. Giovanni Scrive:

    Azzerare i vertici e ricominciere dalla base.
    Via tutti gli ultracinquantenni, a casa.
    Altrimenti sarà Di Pietro a prendersi il mio voto

  11. stefano Scrive:

    Franceschini, Bersani Marino(???)
    però tutta gente nuova in gambissima e piena di idee!

    chissà le altre candidature…

    se continuate così, scenderete al 15% mentre il vero Partito Democratico Riformista lo farà Di Pietro…
    Lui sì che preoccupa la destra e il nano!

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