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Album di famiglia
Socialisti o kennediani? L’articolo di Paolo Franchi sul Corriere di ieri sintetizzava bene uno dei nodi principali della sfida per il partito democratico rilanciata da Francesco Rutelli. Se si parla di nuovo inizio e si esclude la confluenza in una delle famiglie politiche del Novecento, questo resta il dilemma chiave sulla strada di un futura convergenza “ulivista”.
Socialisti e kennediani, risponde oggi Piero Fassino. Comprensibile. E legittimo il richiamo ai padri nobili di quella socialdemocrazia cui gli eredi del Pci sono approdati dopo un non facile travaglio 15 anni fa.
Lo schema è questo: i Democratici sono una realtà americana, qui in Europa quella realtà è rappresentata dai Socialisti, magari aperti ad “altre esperienze”.
Quindi, sfogliando l’album di famiglia, all’America di Kennedy corrisponde l’Europa di Willi Brandt e Olof Palme.
Ma è solo questo l’album di famiglia del possibile Partito democratico europeo? E’ davvero così “provinciale” immaginarne un altro, nel quale trovino un posto non meno rilevante anche altri grandi democratici europei, da De Gasperi a Moro, da Einaudi a Dahrendorf, da Fischer a Geremek?
Nel nostro futuro di Democratici europei abiteremo più facilmente con il socialista Fabius o con il centrista Bayrou?
Anche dagli album di famiglia, insomma, si può intendere il coraggio con il quale Ds e Margherita possono incamminarsi sulla strada innovativa del Partito Democratico.
PS. Sull’album di famiglia dei Democratici aspetto i vostri suggerimenti.






10 novembre 2008 alle 07:40
non mi sento completamente Kennediano (ne’ tanto meno reganiano), ne’ mi sento completamente socialista!
Puo’ esistere una via originale europea al partito democratico che sappia conciliare la valorizzazione del singolo con gli interessi collettivi?
10 novembre 2008 alle 07:40
In ITalia c’e’ piena libertà di stampa: proprio ieri ho ascoltato al Tg1 le nuove rivelazioni sul caso Able Danger, domenica rete4 ha trasmesso la conferenza integrale di David Ray Griffin a New York ed ho ormai le orecchie piene di tutte queste notizie, quante notizie, su Fitzgerald e lo scandalo AIPAC.
Dimenticavo, Giulio Borrelli si e’ coperto il capo di cenere per aver spacciato tra le tante frottole quella dell’uranio del Niger: e la democrazia e’ servita.
10 novembre 2008 alle 07:41
Sono nato in una famglia che ha sempre votato Pci, da sempre mi riconosco nei valori del socialismo. Insomma, un uomo di sinistra. Penso che aderire all’idea di un partito democratico, sia oggi una scelta di sinistra, in quanto sia il modo migliore per rendere attuali e storicamente incisivi i valori del socialismo. Insomma i valori restano, cambia la forma in cui incontrano e cercano di rispondere alle esigenze della società. Per questo dico sì al progetto del partito democratico: con slancio, generosità, coraggio e soprattutto con onestà intellettuale da parte di tutti i soggetti interessati.
10 novembre 2008 alle 07:41
Bayrou, Ibarratxe, Pujol, Blair, Havel, Masowiechky, Michail Gorbaciov, Gerry Adams.
10 novembre 2008 alle 07:41
la mia ignoranza cultural-politica m’impedisce di esprimere dei nomi. mi viene solo una domanda: ce la faranno ds e margherita a stare insieme in un partito democratico-socialista? ci sono delle divergenze culturali ideologiche su temi importanti , ma anche su atteggiamenti ,modi di essere , che tutto ciò mi lascia perplessa. E’ una sfida difficile assolutamente…..e poi mi faccio un altra domanda: ma io perchè sento la margherita la mia casa ,il partito in cui mi riconosco con le sue pluralità, e i ds no? io e i ds non abbiamo nulla in comune . va bene la lista elettorale ma a me piace stare a casa mia.
10 novembre 2008 alle 07:41
Io metto provocatoriamente Altiero Spinelli, Lombardi ed Enrico Berlinguer. Fuori d’Italia mi vengono in mente solo filosofi. Anzi un politico mi viene: Dubcek
10 novembre 2008 alle 07:42
Se tanto mi dà tanto quel ps farà arrivare il mitico Paolo Campo a sparare i nomi più assurdi e meravigliosi al tempo stesso. Aspettare per vedere…