Vigilanza anti-Santoro
mercoledì, 2 marzo 2011Ma di che sta discutendo la Commissione di Vigilanza sulla Rai? Per quanti non abbiano seguito la questione, o siano estranei al ramo, traduco il documento presentato dal senatore Alessio Butti, capogruppo del Pdl. Pur non essendo autorizzata, garantisco che la mia traduzione è assolutamente fedele al testo proposto. E forse aiuta a capire il senso di un’operazione che ha due obiettivi precisi, uno il martedi e l’altro il giovedi.
1). La Rai deve riflettere gli orientamenti della maggioranza degli elettori. E non solo nell’insieme, ma sempre e in ogni trasmissione.
2). Quando il format prevede l’intervento di un opinionista (Travaglio, ndr), bisogna farne intervenire anche un altro di diversa opinione.
3). Quanto sopra vale a maggior ragione per le trasmissioni “apparentemente di satira che dibattano temi di attualità politica e sociale”. Anche per costoro (Litizzetto, Gramellini, Vergassola, ndr) serve il contraddittorio.
4). Vanno moltiplicate le trasmissioni affidate a conduttori di centrodestra (da aggiungersi al TG1, a tutta Mediaset, a Vespa, Paragone, nonchè Ferrara e Sgarbi già in arrivo, ndr)
5). I partiti non possono essere “oggetto di ostracismo” nei talk show. La loro presenza deve essere inoltre proporzionale alla consistenza elettorale.
6). Sono vietati gli applausi, “le riprese che facciano un uso suggestivo della rappresentazione” (?, ndr), la presenza condizionante del pubblico.
7). E’ vietato leggere i testi delle intercettazioni telefoniche.
8). Per “evitare la posizione dominante di alcuni operatori dell’informazione” (Floris e Santoro, ndr) ogni settimana nelle prime serate di martedi su Rai Tre e di giovedi su Rai Due devono alternarsi diversi conduttori “secondo una equilibrata alternanza settimanale”.
9). Quanto detto nei punti precedenti non vale per Augusto Minzolini. I suoi editoriali vanno semplicemente “preservati”, a patto che siano distinti dalle notizie.





