Capelli
martedì, 23 marzo 2010Get the Flash Player to see this player.
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“Non perderemo ascolti e non perderemo un euro di pubblicità”: così ieri il Direttore della Rai Masi di fronte alla Commissione di Vigilanza. Affermazione audace.
Quanto agli ascolti, la smentita è arrivata poche ore dopo. Ieri, esordio delle Tribune elettorali in prima serata (come da regolamento-bavaglio). Risultato, 2,4% per Rai Tre che le ospitava e disfatta Rai (37,5% contro il 42,5% di Mediaset). La chiusura dei programmi di informazione sostituiti dalle Tribune sta per fortuna premiando le tv che, grazie al Tar, possono continuare a fare i talk: l’altro ieri L’Infedele di Gad Lerner ha avuto ascolti non da La 7 ma da Rai.
Quanto ai quattrini, Masi continua a sbandierare una lettera di 8 righe in cui la Sipra lo informa che sta cercando di recuperare gli spot previsti nei talk oscurati in “spazi alternativi” e che considera questa operazione di recupero “possibile”. Vedremo se la possibilità si tradurrà in realtà, visto che è molto difficile vendere “spazi alternativi” a chi aveva prenotato spazi con un certo livello di ascolti. Esempio: ogni puntata di Anno Zero aveva 20 spot con una media di 60 mila euro ciascuno. Chi risarcirà Rai della quota perduta di questi 1,2 milioni a puntata? Chi nel vertice Rai ha deciso di chiudere i talk show, nonostante la sentenza del Tar e l’invito dell’Agcom.