Archivio di gennaio 2010

Un silenzio pericoloso

domenica, 31 gennaio 2010

Le conseguenze sociali della terribile crisi economica del 2008-2009 si vanno acutizzando in queste settimane di gennaio. E proprio mentre si discute del ritmo della ripresa e delle conseguenze della crisi in termini di debito pubblico si moltiplicano le pessime notizie su aziende che chiudono, licenziano, mettono in cassa integrazione.

Ne ha parlato Anno Zero giovedi scorso, ma è stata più che altro un’eccezione. E’ sempre molto difficile per le conseguenze della crisi sociale entrare nell’agenda dei telegiornali e dei programmi tv rompendo quello che appare un vero e proprio muro del silenzio.

Forse le organizzazioni sindacali, invece che dividersi su un improbabile sciopero generale sul fisco, dovrebbero unirsi  nel rivendicare più attenzione dal mondo dei media per la vera e propria emergenza che investe il lavoro.

Il rischio, altrimenti, è una vera e propria escalation delle forme di protesta; che in parte è già in atto: se l’unico modo per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica resta quello di drammatizzare la protesta, temo che dobbiamo attenderci molti drammi. Il dovere di informare è il solo antidoto serio a questo rischio.

Un grande discorso

mercoledì, 27 gennaio 2010

INTERVENTO DEL PROFESSOR ELIEZER WIESEL,
PREMIO NOBEL PER LA PACE

Montecitorio, Celebrazione del Giorno della Memoria, 27 gennaio 2010
Signor Presidente della Repubblica italiana, onorevoli Presidenti della Camera e del Senato, signor
Presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, onorevoli deputati e senatori, signor presidente della Corte costituzionale, sopravvissuti, membri delle comunità ebraiche, come non dirvi della mia grande emozione nell’essere qui. Mia moglie Marion ed io, Presidente Fini, le siamo profondamente
grati del calore dell’accoglienza e della sincerità delle sue parole. Ci congratuliamo con l’Italia perché abbiamo partecipato a tante cerimonie, abbiamo visitato tanti Paesi dove viene celebrata la memoria, e posso dirvi che questo Paese costituisce un modello perché la commemorazione in Italia abbraccia tutte le sfere della società.
Abbiamo assistito oggi ad una cerimonia in cui il Presidente della Repubblica Napolitano ha consegnato dei premi ad alcuni studenti, a dei bambini e quando vedi i bambini ovviamente non puoi che sorridere e ti senti anche profondamente coinvolto.
Ieri abbiamo visto l’inaugurazione della mostra sull’Olocausto e quindi vogliamo ringraziarvi perché tutti noi siamo impegnati per ricordare. Siamo qui per ricordare e allora ricordiamo insieme quest’epoca della storia che ha avvolto nelle tenebre la speranza dell’uomo. Un’epoca in cui gli assassini hanno tormentato, torturato, isolato, affamato e ucciso sei milioni di uomini, donne e bambini non per qualcosa che avevano fatto, o detto, o scritto, o posseduto, ma semplicemente perché erano i discendenti di un popolo antico,
l’unico popolo dell’antichità che sia sopravvissuto all’antichità.
Dove inizia la memoria ? (continua…)

Forza Hillary

sabato, 23 gennaio 2010

La reazione cinese al bel discorso di Hillary Clinton (che potete leggere o guardare qui a fianco) è stata di una durezza imprevista, fino a minacciare ripercussioni sulle relazioni sinoamericane. Da tempo, col rafforzarsi del proprio ruolo di grande potenza economica, il governo cinese accoglie con fastidio i discorsi occidentali sui diritti umani. Lo abbiamo visto da vicino durante le Olimpiadi.

Ma questa volta la risposta è stata tanto ufficiale quanto aggressiva. Il che la dice lunga su quanto saranno delicati i rapporti tra i due paesi nei prossimi anni, ma dimostra anche che il discorso della Clinton sulla libertà di informazione aveva toccato un nervo scoperto.

Lo sviluppo economico e dei consumi culturali in Cina si riflette in un vero e proprio boom del web. Controllarlo si rivelerà sempre più difficile per il regime cinese