Archivio di novembre 2009

Se il Pd non difende le lenzuolate

giovedì, 19 novembre 2009

Non mi pare che il Pd abbia fatto il possibile per difendere la limitata ma importante liberalizzazione della professione forense introdotta dal Governo Prodi. La Commissione Giustizia del Senato sta varando un testo ispirato dal Consiglio nazionale forense che cancella molte delle novità di due anni fa reintroducendo i minimi tariffari e nuove barriere all’ingresso nell’albo professionale. Tutto il contrario di quel che era stato fatto nell’interesse dei cittadini e dei giovani aspiranti avvocati. Tutto il contrario di quanto continua a sollecitare l’Antitrust.

Che questo centrodestra sia liberale solo a parole e nei fatti abbia simpatie corporative non mi stupisce affatto: ricordo le manifestazioni a difesa del regime attuale degli ordini professionali contro le liberalizzazioni promosse dal Governo Prodi.

Più sorprendente è che, almeno in Commissione,  il Pd guidato da Bersani non difenda le sue lenzuolate.

Un Governo antitelevisivo

mercoledì, 18 novembre 2009

Visto che è un Governo televisivo, immobile sulla banda larga e diffidente verso il web, almeno facesse attenzione alle questioni televisive. A Roma e nel Lazio, invece, siamo nella confusione generale sullo switch off dall’analogico al digitale terrestre. Il primo giorno il call center del Ministero è stato sommerso dagli Sos e l’Auditel segnala un calo di ascolti nell’area romana del 15-20%. Insomma 300mila persone che lunedi non hanno visto più la Tv. Magari gli ha fatto bene…

Non capisco perchè si è deciso di procedere allo switch off quando i dati del passaggio al digitale di Rai 2 e Rete4 nel Lazio dicevano che troppe famiglie non si erano ancora digitalizzate. Non capisco perchè non si è fatto precedere lo switch off in un’area tanto vasta da un accordo sulla prenumerazione dei canali: oggi chi ha la fortuna di vedere senza problemi fa comunque fatica a trovare i canali, specie quelli Rai. Non capisco perchè si è provveduto troppo poco ad assistere le persone tecnologicamente meno informate e più anziane. Non capisco perchè i responsabili dell’operazione dicono che il peggio è passato quando ci sono ancora decine di persone in difficoltà, e non tutte possono permettersi di chiamare un antennista. Fosse un governo antitelevisivo?

Un Governo televisivo taglia la banda larga

venerdì, 6 novembre 2009

Il Governo ha cancellato gli 800 milioni previsti per la banda larga, una decisione che ha dell’incredibile. Non solo per l’ovvia importanza di assicurare a tutti gli italiani un accesso a Internet così come stanno facendo gli altri paesi sviluppati. E non solo per il rischio che così facendo l’Italia ipotechi il proprio futuro. La cosa più incredibile è la motovazione addotta per giustificare il taglio: “c’è la crisi economica, se ne riparlerà dopo la crisi”: A parte il fatto che il capo del Governo ripete due o tre volte al giorno da settimane che la crisi è finita e siamo già nel dopo, gli investimenti per la banda larga sono forse il più classico degli investimenti “anticiclici”.  Sono infatti di entità ragionevole, di rapida attuazione, danno lavoro a molte persone, fanno da volano a interi settori economici. Non per caso in tutti i piani di stimolo delle grandi economie del mondo, dalla Cina agli Usa, dalla Germania al Regno Unito, ci sono interventi per assicurare l’accesso a Internet a tutti entro il 2011-2012. Perchè tanta sottovalutazione da noi? Non sarà che qualcuno è convinto che lo sviluppo di Internet sia nocivo per la televisione?