Archivio di luglio 2008

L’occupazione di Beltrandi

domenica, 27 luglio 2008

Marco Beltrandi, deputato radicale, “occupa” da qualche giorno l’aula della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. Ha cominciato quasi sottovoce, ma oggi la sua iniziativa arriva all’attenzione del grande pubblico anche perchè i leader radicali e molti altri sono andati a dargli man forte. Beltrandi, parlamentare tra i più seri e preparati in materia televisiva, denuncia l’ostruzionismo che impedisce la nomina del presidente della Commissione. L’ostruzionismo viene dalla maggioranza, e da una maggioanza guidata dal proprietario di Mediaset. Motivo? Non gli va bene Leoluca Orlando, indicato dalle opposizioni.
Non ha il coraggio, per ora, la maggioranza, di violare la regola che assegna alle opposizioni il presidente della vigilanza. Ma vorrebbe sceglierselo. Il Berlusconi che fa sia la politica di destra che quella di sinistra, ora vorrebbe scegliere sia gli incarichi per la maggioranza che quelli per l’opposizione.
Non so se l’iniziativa di Beltrandi riuscirà a sbloccare la situazione ma di certo ha ridestato l’attenzione su questa palese violazione delle consuetudini parlamentari. Dallo stallo si esce in un solo modo: rientrando nelle regole e consentendo l’elezione di Leoluca Orlando.

Il miraggio di Bossi

domenica, 20 luglio 2008

Quando si perde si dice che si è di fronte ad una traversata del deserto. E così è per il Pd dopo la sconfitta di Aprile. Per condurre la traversata, e tornare a vincere, non bisogna avere fretta. Il governo è già lontano dai picchi di popolarità di fine maggio: l’aver dato priorità ai problemi del Premier e non a quelli degli italiani ha provocato sconcerto e delusione.
Nel corso della traversata, conviene anche stare attenbti ai miraggi.
Il miraggio drella scorsa settimana è stato Umberto Bossi. A chi si fosse fatto illusioni su chi sa quale gioco di sponda, Bossi ha risposto ieri allineandosi a Berlusconi sulla giustizia e oggi risfoderando uno dei suoi clamorosi gesti simbolici. Stavolta il vaffa all’inno nazionale. Chi non l’ha visto, non si perda i tg della sera.
Ora si sprecheranno le (sacrosante) prese di distanza. Ma forse questo fine settimana è giunto a proposito per frenare gli entusiasmi di chi, in casa Pd, vedeva spiragli di dialogo con una Lega  che resta lontanissima da noi.
Aspettiamo le proposte del governo sul federalismo fiscale, ma è bene che sia chiaro sin da ora che non faremo sconti.

Piazza Navona

mercoledì, 9 luglio 2008

Visto come è andata si conferma che il partito democratico ha fatto proprio bene a non aderire alla manifestazione di Piazza Navona e a condurre in Parlamento la sua battaglia contro il decreto salvapremier.
Non sto parlando delle migliaia di persone che sono andate in piazza e le cui domande, rivolte anche a noi del pd, vanno prese molto sul serio. Parlo di quel che è stato detto da quel palco contro Veltroni e contro il presidente Napolitano. E più in generale di un atteggiamento che mescola insulti a destra e a manca (il vaffa) con un disprezzo aristocratico nei confronti di un paese che “non ci merita”.
La protesta contro le leggi ad personam è sacrosanta e ciascuno è libero di svolgerla come crede. In parlamento, con un girotondo, con grandi manifestazioni popolari. Ma a furia di scagliarsi contro i propri vicini, contro le istituzioni e contro la maggioranza degli italiani non si va molto lontano. A quanto pare Di Pietro se ne  è reso conto  già ieri sera, ma da parte sua  mi aspetto una presa di distanze forte e chiara.