Dal miele al fango
sabato, 21 giugno 2008Ieri intera giornata alla nuova Fiera di Roma per l’assemblea nazionale del Pd. Una buona relazione di Veltroni che ha preso atto della sconfitta, ne ha analizzato le ragioni, ha confermato le scelte essenziali del partito democratico e la necessità di andare avanti rivolgendosi non solo al nostro tradizionale elettorato ma a tutto il paese.
Sul dibattito “ufficiale” hanno tuttavia pesato due fattori, uno esterno e l’altro interno. Dall’esterno, precisamente da Bruxelles, sono arrivate le dichiarazioni di guerra ai magistrati e a Veltroni dell’on. Berlusconi. In due mesi siamo passati dal miele al fango…
La cosa più grave e che dopo una propaganda ossessiva sulla sicurezza la destra propone una norma che, per rinviare un processo, fa saltare decine di migliaia di processi a stupratori, rapinatori, bancarottieri e c.
Il fattore interno che ha pesato sull’Assemblea, lo avrete già letto sui giornali, è stata la scarsa partecipazione dei delegati. Solo un quarto degli eletti alle primarie di otto mesi fa.Certo, era venerdi. Molte persone lavorano e per molti non è facile pagarsi la trasferta a Roma. E magari c’era stato anche qualche errore nella convocazione. Tutto vero. Ma anche vero che la delusione per la sconfitta rischia di tradursi in scetticismo sulla possibilità di partecipare alla nascita del nuovo partito.
Tornare a investire sul “capitale umano” delle primarie è secondo me una priorità assoluta nel lavoro che attende Veltroni nei prossimi mesi.





