Archivio di giugno 2008

Dal miele al fango

sabato, 21 giugno 2008

Ieri intera giornata alla nuova Fiera di Roma per l’assemblea nazionale del Pd. Una buona relazione di Veltroni che ha preso atto della sconfitta, ne ha analizzato le ragioni, ha confermato le scelte essenziali del partito democratico e la necessità di andare avanti rivolgendosi non solo al nostro tradizionale elettorato ma a tutto il paese.
Sul dibattito “ufficiale” hanno tuttavia pesato due fattori, uno esterno e l’altro interno. Dall’esterno, precisamente da Bruxelles, sono arrivate le dichiarazioni di guerra ai magistrati e a Veltroni dell’on. Berlusconi. In due mesi siamo passati dal miele al fango…
La cosa più grave e che dopo una propaganda ossessiva sulla sicurezza la destra propone una norma che, per rinviare un processo, fa saltare decine di migliaia di processi a stupratori, rapinatori, bancarottieri e c.
Il fattore interno che ha pesato sull’Assemblea, lo avrete già letto sui giornali, è stata la scarsa partecipazione dei delegati. Solo un quarto degli eletti alle primarie di otto mesi fa.Certo, era venerdi. Molte persone lavorano e per molti non è facile pagarsi la trasferta a Roma. E magari c’era stato anche qualche errore nella convocazione. Tutto vero. Ma anche vero che la delusione per la sconfitta rischia di tradursi in scetticismo sulla possibilità di partecipare alla nascita del nuovo partito.
Tornare a investire sul “capitale umano” delle primarie è secondo me una priorità assoluta nel lavoro che attende Veltroni nei prossimi mesi.

Proposta da bocciare

domenica, 15 giugno 2008

La proposta del Governo sulle intercettazioni è scandalosa. Qui non si tratta di dividersi tra chi è più o meno garantista: anche per gli iper garantisti la proposta resta scandalosa.
Si doveva risolvere il problema della pubblicazione di intercettazioni inutili e che coinvolgono persone del tutto estranee alle indagini? Era giusto farlo.C’erano -e ci sono-vari modi per isolare e distruggere quelle intercettazioni. O per colpire chi le fa uscire dagli uffici giudiziari prima che siano rese pubbliche.
Ma quegli abusi sono diventati un semplice pretesto per fare due cose di incredibile gravità: escludere l’uso di intercettazioni per tutta una serie di reati, anche assai gravi; e addirittura proibire qualsiasi informazione sui processi in corso fino all’esaurimento delle indagini preliminari.
Le conseguenze prevedibili sono serie. Gli inquirenti saranno più deboli,  i delinquenti più forti,  e i cittadini non potranno essere informati sull’avvio di processi che spesso li riguardano assai da vicino, come nei casi di malasanità o di truffe ai danni dei consumatori.
Tutti buoni motivi per non far passare il ddl del Governo. Ne riparleremo.

Viva l’America!

domenica, 8 giugno 2008

Ho visto in rete il discorso con cui Hillary Clinton annuncia la sospensione (non la fine, perchè deve recuperare 30 milioni di dollari…) della sua campagna e il suo endorsement di Barak Obama. Grande Hillary. Ha combattuto per oltre un anno, ha perso, ma non pare affatto rassegnata e delusa.
Un discorso forte e orgoglioso, tutto teso a rivendicare il merito di aver affermato per la prima volta la “eleggibilità” di una donna alla Casa Bianca. E dopo il discorso niente fughe da un’uscita laterale ma una buona ventina di minuti a parlare con i suoi sostenitori, farsi forografare, firmare autografi.
Alle primarie dei democratici hanno partecipato quasi quaranta milioni di americani, una affluenza record. Più che uno scontro di linee politiche, quello tra la Clinton e Obama è stato un duello di personalità. Ora, la vittoria del senatore afroamericano dell’Illinois apre gli ultimi cinque mesi di campagna e lo scontro diventerà molto più politico con visioni contrapposte, tra Obama e McCain, dall’economia all’Iraq.
Confesso una certa invidia per una sfida tanto partecipata, condotta con grande dispiegamento di valori, combattuta in ogni angolo degli Stati uniti.
E pensare che per anni abbiamo coltivato un complesso di superiorità europea e una grande diffidenza verso la “americanizzazione” della politica. Un po’ di americanizzazione direi che non guasterebbe