Archivio di marzo 2008

Democratic Day

domenica, 30 marzo 2008

Bella giornata primaverile e molta gente sia a Marino (Castelli Romani) che nei gazebo di Monteverde per l’appuntamento del Pd con il “popolo delle primarie”. La convinzione diffusa è che l’impegno diretto, “corpo a corpo”, della base dei Democratici possa essere l’arma in più  nelle due ultime settimane di campagna elettorale. Centinaia di migliaia di persone hanno scelto di essere protagonoiste con il Pd già nell’aprile 2007 con i congressi di scioglimento di Margherita e Ds, poi con le primarie e con la nascita dei circoli democratici. Oggi queste persone possono fare la differenza rispetto a un Pdl  che è rimasto un ombrello sotto il quale convivono partiti e progetti assai diversi e in lotta tra loro.
In queste due settimane il distacco già molto ridotto può ressere annullato se agli slogan berlusconiani sempre più stanchi si oppone un confronto autentico sui problemi del paese e sul progetto del Pd come unica novità in campo.
Slogan, battute e anatemi del Pdl -dai brogli a Stalin, passando per le cordate Alitalia- somigliano sempre più a un vecchio film visto troppe volte mentre con il suo viaggio Veltroni ha trasmesso almeno la sensazione di immergersi nella realtà del paese.
Anche in Campania, il breve giro che ho fatto tra Napoli e Caserta venerdi scorso mi ha trasmesso questa sensazione. Più il Pdl si limita a parlare dagli studi tv di cataste di rifiuti (dando perfino la sensazione di non accorgersi che almeno a Napoli città qualche barlume di soluzione si intravede) o addirittura a spargere allarmismo sulla mozzarella, e più perde consensi. Il che è tutto dire in una terra dove certo anche noi abbiamo fatto i nostri errori.

Areggeteme che je meno

mercoledì, 26 marzo 2008

In una scoppiettante esternazione resa a Viterbo, nella quale ha “vietato” ai propri figli di fare ciò che quattro giorni fa li aveva invitati a fare -partecipare a una cordata per Alitalia-, Berlusconi ha appena detto: in un faccia a faccia televisivo straccerei chiunque, incluso Veltroni.
Salvo poi assicurarsi che il faccia a faccia con Veltroni non si faccia.
C’è una tipica espressione romana usata da tizio quando minaccia di ridurre in polpette caio che però è molto più grosso di lui. Dopo essersi ben sincerato che il contatto fisico non si produrrà, il più piccolo lancia la sua sfida: areggeteme che je meno.

Si può fare. Anzi, si farà

sabato, 22 marzo 2008

Il mio post precedente sul “diritto” degli italiani ad assistere a un faccia a faccia televisivo tra Veltroni e Berlusconi aveva suscitato repliche immediate e zelanti. “La legge lo vieta”, “La Vigilanza nol consente”. Sono passate appena 24 ore ed è apparso evidente che nessuna legge vieta di ospitare due leader politici a Porta a Porta o a Matrix, sempre che si rispetti la par condicio nell’intero ciclo di trasmisioni (mentre la Vigilanza regola gli spazi delle Tribune). Ieri poi lo stesso Berlusconi si è detto pronto al faccia a faccia smentendo qualche portavoce troppo zelante. Veltroni lo aveva già detto tempo fa.
Bene. Come dice lo slogan della campagna elettorale del Pd: si può fare