Archivio di gennaio 2008

Fine di stagione

venerdì, 25 gennaio 2008

Il Governo è caduto perchè sei senatori (cinque centristi e uno comunista) gli hanno negato la fiducia. La scelta di Prodi di far svolgere tutto in Parlamento ha reso questa conclusione trasparente. Vista la ridottissima maggioranza uscita seicento giorni fa dalle urne, l’esito non era imprevedibile.
Più che la crisi, mi ha colpito la sua causa scatenante (sulle scene finali nell’Aula del Senato, velo pietoso). Se penso alla tragica grandezza dello scontro di 15 anni fa tra la Prima Repubblica di Bettino Craxi e la Magistratura della Procura di Milano, la vicenda degli ultimi giorni appare davvero farsesca. Per la improbabilità dell’indagine giudiziaria e per la scompostezza della reazione politica. (continua…)

Ancora Sapienza e tolleranza

sabato, 19 gennaio 2008

Non mi aspettavo che tante voci, commentando il mio precedente post o incrociandomi in questi giorni, criticassero la mia reazione rattristata per la mancata visita del Papa all’Università. E devo dire che non trovo affatto convincenti gli argomenti di queste critiche.
Si dice: ma il Papa ha tante altre occasioni per parlare. Scusate, ma che c’entra? Siamo in un paese libero, tutti hanno diritto di parlare e ci mancherebbe non lo avesse il capo della Chiesa cattolica. Ma si stava discutendo di altro: della gravità, sul piano simbolico, del fatto che l’Università di Roma lo abbia invitato a parlare e non abbia poi saputo difendere questo invito dalla contestazione di una piccola minoranza di studenti.
Avrebbe potuto andare lo stesso, Benedetto XVI, ribattono alcuni. Certo, è stata una sua scelta e non per ragioni di ordine pubblico come ha chiarito Giuliano Amato. Ma è difficile negare che questa scelta sia arrivata dopo giorni in cui dall’Università che lo aveva invitato emergeva un quadro non certo amichevole. (continua…)

Sapienza e intolleranza

martedì, 15 gennaio 2008

Benedetto XVI costretto a rinunciare alla visita all’Università di Roma. Tristissima notizia. Non è in questione il sacroisanto diritto a criticare le posizioni del Papa o di chiunque. Ma non di questo si è trattato, bensì di un concerto di intolleranze che ha privato la maggiore università italiana dell’opportunità di ascoltare la voce del Papa. Da ex alunno della Sapienza me ne vergogno un po’.