Chi ha paura della riforma tv?
domenica, 25 novembre 2007L’inchiesta di Repubblica ha riportato al centro dell’attenzione la gravità e l’urgenza della “questione televisiva” accelerando il confronto sulle proposte di riforma del governo.
Niente di più normale, in una democrazia, che l’agenda politica sia influenzata dai giornali e dall’opinione pubblica. Eppure c’è chi, anche a sinistra, vede nell’accelerazione della riforma tv non un fatto positivo ma un “siluro” contro il dialogo sulla legge elettorale e le riforme istituzionali.
Francamente non capisco quale dialogo abbiano in mente i teorici del “siluro”. Io vedo una possibile intesa su una nuova legge elettorale (sì al bipolarsimo, no alla frammentazione eccessiva e alle coalizioni coatte) e su alcune riforme istituzionali (regolamenti parlamentari, senato federale, numero dei parlamentari, poteri del premier). Sedersi a questo tavolo è nell’interesse del Paese ma anche di tutti i protagonisti della politica italiana, inclusa Forza Italia dal momento che ha cambiato strategia dopo il fallimento delle “spallate”.
Non vorrei che i teorici del “siluro” pensassero invece al dialogo sulle riforme come a un interesse esclusivo del Pd al quale Forza Italia parteciperebbe per gentile concessione e magari in cambio di un silenzio sulla riforma tv. Non sarà così. La riforma tv andrà avanti, spero in un confronto costruttivo con l’opposizione sul capitolo Rai. E il dialogo sulle regole andrà avanti se si troverà una convergenza tra le forze parlamentari nell’interesse del Paese.





