Archivio di novembre 2007

Chi ha paura della riforma tv?

domenica, 25 novembre 2007

L’inchiesta di Repubblica ha riportato al centro dell’attenzione la gravità e l’urgenza della “questione televisiva” accelerando il confronto sulle proposte di riforma del governo.
Niente di più normale, in una democrazia, che l’agenda politica sia influenzata dai giornali e dall’opinione pubblica. Eppure c’è chi, anche a sinistra, vede nell’accelerazione della riforma tv non un fatto positivo ma un “siluro” contro il dialogo sulla legge elettorale e le riforme istituzionali.
Francamente non capisco quale dialogo abbiano in mente i teorici del “siluro”. Io vedo una possibile intesa su una nuova legge elettorale (sì al bipolarsimo, no alla frammentazione eccessiva e alle coalizioni coatte) e su alcune riforme istituzionali (regolamenti parlamentari, senato federale, numero dei parlamentari, poteri del premier). Sedersi a questo tavolo è nell’interesse del Paese ma anche di tutti i protagonisti della politica italiana, inclusa Forza Italia dal momento che ha cambiato strategia dopo il  fallimento delle “spallate”.
Non vorrei che i teorici del “siluro” pensassero invece al dialogo sulle riforme come a un interesse esclusivo del Pd al quale Forza Italia parteciperebbe per gentile concessione e magari in cambio di un silenzio sulla riforma tv. Non sarà così.  La riforma tv andrà avanti, spero in un confronto costruttivo con l’opposizione sul capitolo Rai. E il dialogo sulle regole andrà avanti se si troverà una convergenza tra le forze parlamentari nell’interesse del Paese.

Senza parole

domenica, 18 novembre 2007

Dura già da due settimane lo sciopero organizzato dalla Writers Guild of America, il sindacato americano degli autori televisivi, cinmematografici e teratrali. Ieri ha ottenuto un primo risultato: l’associazione dei produttori ha accettato di sedersi a un tavolo di trattativa il prossimo 26 novembre, ma lo sciopero potrebbe durare a lungo. Anche dei mesi.
Vista dall’Italia la vicenda racconta di una realtà molto particolare. Anzitutto per la forza e la compattezza del mondo degli autori entrato in sciopero a inizio novembre. Picchettano i grandi studios, ricevono la solidarietà di molti politici democratrici e di molte star della tv, dispongono di un fondo sindacale di sostegno che potrebbe far resistere l’agitazione molto a lungo. Gli slogan riflettono la creatività degli scioperanti (lo slogan dello sciopero è “the latest word”, l’ultima parola e il motto che unisce gli autori in lotta è “siamo tutti sulla stessa pagina”). Ancora più impressionanti le conseguenze che il progredire dell’agitazione provoca: molti talk show televisivi (da Leno a Letterman) e, tra poco, anche molte soap a puntate chiusi per…mancanza di parole. (continua…)

La lunga coda e il “piccolo è bello”

giovedì, 15 novembre 2007

Ho partecipato ieri a Milano a un  incontro davvero speciale. Protagonista Chris Anderson, direttore di Wired e autore di The Long Tail, uno dei best seller mondiali dell’ultimo anno. Di fronte a quattrocento persone -una prima fila di live bloggers- Anderson ha raccontato la sua tesi : grazie a Internet in futuro si venderanno minori quantità di un numero di beni pressochè illimitato. Nessuna libreria avrà mai il numero di libri di Amazon; e molti di questi libri hanno un numero, magari piccolo, di lettori. Nessun negozio di scarpe avrà le centinaia di migliaia di modelli di Zappos. Forse non avremo più i “dischi di platino”, ma si venderà molta più musica. La tv dirà addio ai programmi col 40% di share, ma i telespettatori non abbandoneranno la tv, vedranno tanti programmi diversi.
Insomma, sta finendo l’era dei prodotti di massa uguali per tutti e sta arrivando l’era di una lunghissima serie di prodotti fatti su misura per ciascun consumatore. La lunga coda, appunto. (continua…)