Archivio di ottobre 2007

Se la bella tv fa anche ascolti

mercoledì, 31 ottobre 2007

Stamattina aspettavo con particolare curiosità i dati Auditel di ieri. Mi aveva colpito, infatti, Il sergente di Marco Paolini messo in onda in prima serata da La 7. Un pezzo di teatro straordinario. Il racconto di Rigoni Stern reso con un ritmo sorprendente e con le voci dei militari italiani -voci di gente povera del nord, voci dell’altopiano di Asiago- che l’interpretazione di Paolini faceva sembrare reali. Ero rientrato a casa quando il programma era già in onda da un’ora, sono rimasto a guardarlo fino alla fine.
E gli ascolti? mi chiedevo ieri sera. Che ascolti farà un lungo monologo su una storia drammatica di miseria e guerra?
Ha fatto quasi il 6%, il doppio dell’ascolto della rete. Oltre un milione e duecentomila telespettatori. Davvero una bella notizia. Complimenti a Paolini, a Rigoni Stern e a La 7 che ha avuto il coraggio di proporlo in prime time.
Lo segnalo ai coltivatori del luogo comune per cui i programmmi di qualità (che siano film o inchieste giornalistiche, documentari o pezzi di teatro, musica o intrrattenimento intelligente) non farebbero ascolti.
Non è sempre così. Anzi ho l’impressione che le smentite a quel luogo comune siano talmente numerose che forse sarebbe il caso di abbandonarlo.

Sabato a Milano

giovedì, 25 ottobre 2007

Dopodomani, negli spazi della nuova Fiera di Milano, il  partito democratico prende il largo. Si riuniscono i 2.850 eletti alla Costituente, si proclama segretario Veltroni, forte del voto di 3 su 4 partecipanti alle primarie. In una riunione così solenne e affollata non ci sarà spazio per intervenire e quindi uso questo post per mandare due sms a Veltroni e a tutti noi.
Primo sms: prendiamoci il rischio di fare le cose di cui abbiamo a lungo parlato. Non so se capiterà altre volte di poter accorciare la distanza tra quello che facciamo e quello che sarebbe giusto fare. Serviranno coraggio e leggerezza, quella di cui parlava Italo Calvino.
Secondo sms: non dimentichiamo quei 3,4 milioni di italiani che dieci giorni fa sono andati a votare per le primarie. Non ci hanno firmato una delega in bianco e pretendono risultati.
Comunque sarà una giornata da ricordare, visto che per la prima volta in Europa nasce un partito di tipo nuovo che supera le tradizioni politiche del secolo scorso. E magari sarà anche una grande iniezione di fiducia per una maggioranza che arriva alla fine della settimana un po’ ammaccata.

Internet. Un errore da correggere

sabato, 20 ottobre 2007

L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull’editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive.
Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità -come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri.
Pensavo che la nuova legge sull’editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull’editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog
Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana).
Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato.
Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare.