Archivio di gennaio 2007

La scelta di Mariella

sabato, 27 gennaio 2007

Mi ha colpito, sui giornali di oggi, una notizia che riguarda Mariella Gramaglia, assessore al Comune di Roma. Donna impegnata in politica, parlamentare di sinistra, ho lavorato con lei a Roma durante le Giunte Rutelli, anni nei quali Mariella si occupava di diritti dei cittadini. E ha continuato a occuparsene, da assessore, con le giunte Veltroni.
Leggo ora che Mariella Gramaglia ha deciso di lasciare l’amministrazione capitolina e di trasferirsi per un periodo di tempo in India per fare attività di volontariato con una comunità di donne indiane povere. Non so nulla più di quanto scrivono i giornali romani, da quattro o cinque anni non mi capita di parlare con Mariella se non per le due parole che ci si scambia incontrandosi per caso.
Ignoro, dunque, le motivazioni della scelta di Mariella. Ma la considero comunque enorme. Uno shock. Di quelli che ogni tanto ci ricordano che un’altra vita è possibile. E che l’uomo (e la donna, soprattutto) non può essere a una dimensione.

Oggi Vicenza, domani Kabul?

domenica, 21 gennaio 2007

Condivido il sì di Prodi alla richiesta Usa di allargamento della base militare di Vicenza. Per una ragione politica generale: gli impegni presi vanno mantenuti, specie nel quadro delle nostre alleanze internazionali.
Se questa motivazione politica generale viene rimossa e la scelta è derubricata, magari dallo stesso governo, a scelta locale, soggetta a una valutazione di impatto ambientale come fosse uno svincolo o una discarica, allora il discorso non sta più in piedi. Perchè se invece di partire dalle richieste dei nostri alleati e dagli impegni presi con loro partiamo da criteri di localizzazione urbanistica allora sì che tutti gli argomenti critici sono validi. Capisco i comitati, capisco gli esponenti del centrosinistra locale, capisco Ilvo Diamanti che abita lì, conosce quel territorio e non è certo uno da “yankee go home”. Intendiamoci: nel nostro mondo sempre più glocale, chi abita quel territorio non accetterà comunque la ragion di stato delle alleanze internazionali. Ma almeno lo Stato faccia appello a quella…
Del resto che il problema vada ben al di là della localizzazione vicentina lo dimostra la qualità di molti no, collegati all’attuale politica estera Usa e addirittura a un possibile disimpegno italiano dall’Afghanistan.
Che c’entra l’Afghanistan? E’ doveroso interrogarsi sui risultati della missione Nato-Onu in Afghanistan, ma il bilancio occorre farlo con i nostri alleati e non certo ipotizzando ritiri unilaterali.
Nell’ultimo decennio del secolo scorso qualcuno aveva profetizzato la fine della storia come conseguenza del tramonto della fine della divisione in blocchi dell’Europa. Le cose non sono andate così. E  nonostante i gravi errori della amministrazioine Bush in Iraq dobbiamo tenerci ben strette le nostre alleanze internazionali.

L’agenda di Caserta

domenica, 14 gennaio 2007

Il rischio degli eventi molto mediatizzati è che alimentino un eccesso di aspettative: o si concludono con risultati “spettacolari” oppure provocano una certa delusione. Caserta docet. Attese e contorno erano talmente forti da rendere marginale l’effettivo andamento dei lavori, finito nel dimenticatoio nonostante il “contributo” alla loro spettacolarizzazione della diretta-differita di Radio Radicale. Per la prossima riunione seminariale forse conviene una linea di understatement (magari restiamo a Piazza Colonna).
Ora, l’agenda di Caserta cerca nel dopo Finanziaria di dare una spinta alla crescita dell’economia con le giuste priorità. Cinque su tutte: riforma del welfare e delle pensioni, semplificazione amministrativa, reti infrastrutturali e banda larga, liberalizzazioni, ambiente e energia pulita.
Su molti di questi temi nella coalizione ci sono approcci diversi tra riformisti e radicali (e non certo tra noi altri e Bersani, che siamo pappa e ciccia). Non è uno scandalo, è un’ovvietà. A condizione che non diventi oggetto di quotidiano battibecco pubblico.
La sintesi verrà da Prodi e sarà a sostegno di tutte le scelte di riforma che sbloccano l’economia e favoriscono la crescita.