Archivio di novembre 2006

Il viaggio di Benedetto XVI

martedì, 28 novembre 2006

Non ricordo in anni recenti un viaggio del papa che abbia suscitato una così grande e preoccupata attesa  come quello in Turchia che sta cominciando.
Attese e preoccupazioni più che giustificate, vista la delicatezza del ruolo della Turchia. Un paese di frontiera: laico ma con consistenti minoranze islamiste, in cammino verso l’Europa ma con dossier aperti sui diritti civili e le libertà religiose, da sempre ponte tra oriente e occidente.
E’ dunque comprensibile che la visita del papa cattolico al patriarca di Costantinopoli sia guardata in questo contesto con grande attenzione. E che ci si preoccupi dei riflessi che la visita potrebbe avere nelle relazioni tra Islam e Occidente, specie dopo gli equivoci nati per il discorso di Joseph Ratzinger a Ratisbona.
Eppure nei timori  verso questa visita c’è qualcosa di troppo. Mi riferisco ai tanti italiani, spesso di sinistra, che in questi giorni ripetono, più o meno a bassa voce, una domanda del tipo: “ma perchè vuole proprio andare in Turchia?” “Non rischia di essere una provocazione contro l’Islam?”. Capisco il buon senso, ma lo trovo sbagliato. E pericoloso.
Rispettare le diverse religioni è un dovere. Ma questo non vuol dire per noi laici occidentali subire minacce di minoranze fondamentaliste. Anzi, significa incoraggiare la via del dialogo interreligioso, specie dove è più difficile. Guardando al viaggio del papa in Turchia con la stessa simpatia con la quale guardiamo alle visite dei leader di altre religioni a Roma, centro della Chiesa cattolica.

Zapatero & Lino Banfi

mercoledì, 22 novembre 2006

Non ho visto Il padre delle spose, la fiction di Rai Uno con Lino Banfi. So che ha avuto ascolti alti (oltre 7 milioni) e che prima ancora di andare in onda ha provocato aspre polemiche. E forse c’è un nesso tra le due cose.
Ho visto piuttosto una certa dose di saggezza nelle interviste di Lino Banfi, sia quando ricorda che “i diritti civili non appartrengono solo alla sinistra”, sia quando esorta i militanti per i diritti gay a “non mettere troppa carne al fuoco”. Non posso dunque giudicare la qualità del prodotto, ma penso che la Rai abbia fatto bene a trasmettere una fiction che affronta il tema dei diritti delle persone omosessuali.
Inviterei coloro che temono che Il padre delle spose abbia creato sette milioni di supporter del matrimonio gay a maggiore prudenza. In fondo, quando nel 2000 il governo dell’Ulivo cercò un testimonial per i suoi spot sulla famiglia scelse proprio Lino Banfi. Che potrebbe essere associato a Zapatero solo nel titolo di un film della serie “fifa e arena”.

Studiare da giornalisti

venerdì, 17 novembre 2006

“Fare il giornalista? Sempre meglio che lavorare”. La battuta andava di moda negli anni Settanta, anni in cui diventare giornalisti era il massimo dell’aspirazione per molti giovani (tra cui il sottoscritto). Ieri mattina l’ha ricordata Biagio Agnes, storico dg della Rai, durante l’inaugurazione del Master di giornalismo dell’Università di Salerno.
Oggi non tutti sono così sicuri del futuro del giornalismo, e tra gli studenti che numerosi si iscrivono ai corsi di laurea sulla comunicazione prevalgono altre aspirazioni professionali.
Io penso invece che il futuro dei media vedrà confermato il ruolo dei giornalisti.
Certo, non saranno più la fonte esclusiva delle notizie. Non torneranno i tempi in cui, appena 50 anni fa, era il taccuino di un Indro Montanelli a raccontare la rivoluzione ungherese. Oggi siamo immersi nelle notizie e a produrle sono tante fonti (e spesso i blog tra le prime).
Ma nell’alta marea della rete e dei nuovi media servirà più che mai una informazione giornalistica di qualità. Per essere un punto di riferimento di attendibilità in un paesaggio nel quale il proliferare delle fonti moltiplica l’informazione ma anche l’incertezza. Per difendere valori di fondo, prima fra tutti la libertà (che non è una sfida del secolo scorso, basti pensare ad Anna Politovkskaja). Per restare agganciati, nel grande sistema globale, alle identità e alle storie dell’Italia e dei nostri territori.
Insomma, i media stanno cambiando e cambieranno più velocemente di quanto si possa immaginare. Ma l’importanza civile e professionale del giornalismo non verrà meno.
Per questo sono nati da qualche anno una ventina di corsi post laurea convenzionati con l’ordine dei giornalisti. E anche quello di Salerno ha avuto il quadruplo di richieste sui posti disponibili.