Il tormentone dell’allargamento
lunedì, 31 luglio 2006La politica di agosto vive di tormentoni. Diffusissimi nelle dichiarazioni dei politici e spesso del tutto ignorati sotto i fatidici ombrelloni. Il tormentone di quest’anno è l’opportunità o meno di allargare la maggioranza. O addirittura di grandi coalizioni.
Lo confesso, il tema mi pare particolarmente futile. Non c’è infatti nessunissima concreta possibilità di grandi coalizioni, nè di cooptare partiti del centrodestra nella maggioranza dell’Unione. Il che non vuol dire che non ci saranno quei cambi di casacche di singoli parlamentari così frequenti nelle scorse legislature. Ma saranno scelte personali.
All’ombra del tormentone sull’allargamento rischiano invece di scomparire due scelte di fondo che l’Unione deve fare proprio in queste settimane. Primo investirte sul consolidamento della maggioranza. Più riusciremo a mostrare coesione, con meno frequenti voti di fiducia e ancor meno diffusi battibecchi tra ministri, e più veloce sarà la crisi del centrodestra e della sua leadership. I due schieramenti non resteranno immobili, il rafforzamento dell’uno produrrà crescenti scricchiolii nell’altro.
Seconda scelta di fondo: piuttosto che il futile ritornello dell’allargamento l’Unione dovrebbe promuovere il dialogo parlamentare. Ha ragione il Presidente del Senato, autosufficienza non coincide con arroganza. Invece di fantasticare sulla Merkel, meglio concentrarsi su materie, come le regole istituzionali o la politica estera, sulle quali sono possibili intese nell’interesse dell’Italia.





