Archivio di aprile 2006

Brutte figure

domenica, 30 aprile 2006

Non è stato edificante lo spettacolo offerto dalla politica venerdi scorso al Senato (e pure alla Camera qualche goliardia di destra e sinistra sul nome di D’Alema si poteva evitare). Non tanto per i franchi tiratori, che non sono una novità, quanto per il modo assai poco decoroso con cui si sono manifestati.
La giornata di sabato ha corretto le cose sul piano politico, con un’affermazione che è stata il vero compimento della vittoria elettorale del 9 e 10 aprile, ma il ricordo di quella brutta figura resterà ancora.
A proposito, una figura ancora peggiore l’ha fatta Giulio Andreotti, ostinato nel riproporre una candidatura ormai chiaramente perdente oltre che di parte. Alla sua età e con la sua esperienza, non mi aspettavo un simile errore.
Non ho mai condiviso la famosa frase di Andreotti sul potere che logora etc. Ma alle volte, chissà…

Aspettando il Senato

venerdì, 28 aprile 2006

Nelle cose più banali c’è sempre un fondo di verità E così ala Camera in queste ore c’è proprio aria da primo giorno di scuola. Ci si guarda in torno, si salutano i colleghi come fosse passato un anno (e non poco più di due mesi), con curiosità si riconoscono i nuovi eletti e le nuove elette (più numerose), ci si domanda dove sedersi.
Incontro Casini, sempre in forma, che poi si siede tra i deputati Udc; e poi Bertinotti, sempre gentilissimo, che forse è un poco emozionato. Ore di attesa alla Camera, aspettando il Senato.

Il frastuono del bazar o il silenzio della cattedrale

martedì, 25 aprile 2006

Essere contro i new media è come preferire la silente reverenza della cattedrale al frastuono del bazar. Si chiude così il leader dell’Economist che presenta il dossier dedicato ai new media sull’ultimo numero del più importante settimanale del mondo. Da non perdere.
Tesi del dossier: l’era dei mass media sta cedendo il passo a un’era di media partecipativi e personalizzati. Interattività, frammentazione degli ascolti, tv digitale anytime anywhere. E soprattutto accesso permanente alla rete. Alla quale gli utilizzatori daranno contenuti (blog e dintorni) nella stessa misura in cui ne prenderanno. Di qui la velocizzazione dell’uploading come nuova sfida.
Attenzione: il passaggio sarà graduale e a lungo le due ere coesisteranno. Lunga vita dunque anche alla  tv analogica generalista e ai suoi problemi.
Il fiorire dei “participatory media” non interessa solo gli esperti del settore. Ha immediati impatti nella politica. Leggere per credere il libro richiamato tra i miei banner, “Crashing the Gate”.
Una nuova Bibbia per gli attivisti politici online, i netroots (per la politica americana gli attivisti di base sono i grassroots) . Da tenere d’occhio, nel giugno prossimo, la loro Convention promossa da Daily Kos, il sito di Moulitsas, coautore del libro (che è anche consulente di Mark Warner, uno dei possibili candidati democratici).
Molte cose da capire e da copiare. Tranne una, secondo me: l’eccessivo radicalismo di una parte della sinistra blogger americana.