Partiti alla prova
domenica, 26 febbraio 2006Con il lancio della lista dell’Ulivo ieri a Roma -secondo me un ottimo lancio- la nostra campagna elettorale inizia per davvero. E non è facile individuarne modalità e protagonisti.
Una pessima legge elettorale ha infatti azzerato quella che nel ‘94, ‘96 e 2001 era stata la nostra prima linea: gli oltre settecento candidati nei collegi uninominali di Senato e Camera. Una prima linea non sempre espressione del territorio -specie in molti collegi “sicuri”- ma comunque costretta a esserci, a provare ad intercettare i potenziali centromila elettori del collegio, a spingere i diversi partiti ad una campagna unitaria.
Spariti i collegi e spariti i candidati “di coalizione” la campagna elettorale sembra ancora in surplace, fatta eccezione per le città in cui si voterà per il Sindaco dove (come in Sicilia) il confronto è già acceso.
Che fare?
Sul piano politico la risposta è il Partito democratico: in controtendenza con l’ulteriore frammentazione proporzionalistica, le forze “di governo” del centrosinistra rilanciano sulla loro unità.
Quanto alla campagna elettorale sul territorio, che lo si voglia o no, le principali responsabilità ricadono sulle spalle dei partiti. Partiti certo più deboli e molto meno rappresentativi di trenta anni fa, ma per fortuna ancora in piedi nonostante il terremoto dei primi anni Novanta.
Riusciremo a cogliere quella che in fondo è una occasione per ripresentarsi direttamente -e non solo attraverso il candidato in cerca di preferenze- ai cittadini elettori. O delegheremo tutto alle presenze tv dei leader? Dalla risposta dei prossimi 40 giorni dipende forse anche il futuro delle forme organizzate della politica italiana.





