Green Day, giornate nere per W.
martedì, 30 agosto 2005Come previsto, i Green Day hanno fatto man bassa di Mtv Awards domenica a Miami. Il trionfo della band californiana è un sintomo del malessere dell’opinione americana sull’Iraq: da mesi il video più richiesto su Mtv è quello di “Wake me up when september ends”, la canzone antiguerra dei Green Day.
Non solo i Green Day -o i vecchi Rolling Stones- ma oltre i due terzi della popolazione americana disapprovano la condotta Usa in Iraq. Il dramma, per George W. Bush, è che la protesta di Cindy, la mamma di un soldato ucciso accampata all’ingresso del suo ranch a Crawford, ha portato al centro della discussione le vittime della guerra e le loro famiglie. Per la prima volta la guerra, anche nei grandi network, ha assunto una dimensione domestica.
Sotto accusa, tra l’altro, il sistema di reclutamento militare. Per far fronte alla penuria di volontari ci sono grandi budget pubblicitari (350 milioni di dollari alla Leo Burnett per una campagna che non deve citare l’Iraq) e proselitismo nelle scuole superiori. Chi accetta di arruolarsi, pochi mesi dopo è in Iraq. Ma i reclutatori parlano di ben altre opportunità.
La settimana scorsa ne ho avuto una conferma diretta.
Una deliziosa galleria d’arte in un paesino messicano. Compro un quadro, chiacchiero con una delle due galleriste, texana. Si finisce per parlare di Bush e dell’Iraq. Ci racconta di suo nipote, allettato davanti alla sua High School dalle offerte economiche e formative dei reclutatori, arruolato, finito presto in Iraq. Morto a dicembre. I genitori avevano saputo dell’arruolamento a cose fatte: il ragazzo aveva 18 anni e poteva arruolarsi a loro insaputa.
Sarà difficile per W. difendere la guerra irachena su questo fronte “domestico”. Sarà impossibile, se cercherà di farlo con l’argomento usato giorni fa a Salt Lake City: dobbiamo restare in omaggio ai 1800 soldati caduti.
Le vittime “inutili” sono sempre più l’argomento decisivo per chi reclama una exit strategy.





