Archivio di giugno 2005

Rai. Paura della Fifa. O del mercato?

giovedì, 30 giugno 2005
Ne hanno fatta di confusione, i signori della Fifa. Forse non si aspettavano da parte della Rai l’offerta last minute arrivata lunedì dopo un Cda convocato in orari mai visti a Viale Mazzini. Qualcuno aveva assicurato la Fifa che la Rai non avrebbe fatto ulteriori offerte rispetto ai 100 milioni del febbraio scorso?

Sta di fatto che ieri si è diffusa la notizia dell’aggiudicazione dell’intero pacchetto Mondiali 2010 a Sky, mentre oggi tutto sembra tornato in alto mare. Sky resta probabilmente favorita. Ma l’incertezza regna sovrana e a Viale Mazzini, dopo la mail di ieri sera che escludeva fatti compiuti, è arrivata oggi una nuova tranquillizzante missiva in cui la Rai viene definita dalla Fifa “offerente privilegiato”.

Il pasticcio deriva dal fatto che da un lato la Rai rivendica di aver offerto esattamente la cifra richiestagli dalla Fifa (165 milioni), e quindi esclude di poter perdere la gara. Ma dall’altro non è chiaro di che gara si sia trattato se l’entità dell’offerta è stata davvero “telefonata” dal soggetto appaltante.
Uscire dal pasticcio non sarà facile, visto che avendo sia Rai che Sky fatto offerte per l’intero pacchetto non paiono praticabili mediazioni salomoniche (a Rai il chiaro, a Sky il criptato).
Due certezze tuttavia emergono. Primo: per Rai è dura rientrare in partita dopo che per mesi aveva fatto capire di volersi tirar fuori dai grandi eventi sportivi.

E’ dura per i Mondiali e lo sarà per le Olimpiadi del 2010 e 2012 su cui la Rai ha rotto il fronte delle tv pubbliche europee e rischia di nuovo di restare fuori.

Secondo: almeno sui diritti sportivi il duopolio non c’è più e tutti, in primo luogo il servizio pubblico, piuttosto che lamentarsene devono attrezzarsi a partecipare a un gioco che certamente si è fatto più duro. E’ il mercato, bellezza…

Teo Con Endemol?

mercoledì, 29 giugno 2005

A quanto sembra Del Noce ce l’ha fatta. Aveva promesso, ai giornalisti a Cannes, di trovare il successore di Bonolis entro questa settimana; e aveva giurato, a se stesso, che non sarebbe stato Fabio Fazio. Con mesi di ritardo sulla notizia della partenza di Bonolis e dopo settimane di false piste e di dinieghi (da Bisio a Morandi) ieri alla fine è arrivato Teo Teocoli. Un ottimo personaggio tv. Missione compiuta?
L’ultimo dubbio riguarda Endemol, la società proprietaria del format di Affari tuoi, il cui assenso al nuovo conduttore è indispensabile. Ancora ieri sera, a notizia già uscita sulle agenzie, il vertice Endemol dichiarava al vertice Rai di non essere stato consultato e di non dare affatto per scontato il sì alla conduzione di Teocoli.
Cero, un no sarebbe una sberla a Del Noce. Irreparabile. Ma non è detto che arrivi.
In fondo in Italia il duopolio esiste e la scelta di Teocoli sembra gradita a entrambi i “duopolisti”. Alla Rai, perchè risolve in modo adeguato un suo problema. E in fondo anche a Mediaset, il cui contratto con Teo era scaduto e che, visto il tenore delle dichiarazioni di Piersilvio, non pareva molto intenzionata a rinnovarlo.
Aspettiamo nelle prossime ore la conclusione della vicenda. E approfittiamone per interrogarci su un altro dei suoi risvolti.
Da settimane si parla della possibilità che Mediaset acquisisca Endemol, la multinazionale dei format, oggi di proprietà di Telefonica, la telecom spagnola. Non sappiamo se quelle voci siano state definitivamente accantonate. O se possano riprendere quota nel vero e proprio terremoto che sta scuotendo il mercato tv spagnolo dopo la scelta di realizzare una quarta tv analogica in chiaro.
Il caso Teocoli mostra comunque cosa accadrebbe al nostro asfittico mercato tv se invece di introdurre le necessarie liberalizzazioni si procedesse a nuove integrazioni verticali all’ombra del duopolio.

Alex, cittadino globale

lunedì, 27 giugno 2005

Quando ascolto certi discorsi sull’importanza di una società civile globale, capace di confrontarsi con la globalizzazione dell’economia e della comunicazione, penso a quanto grave sia  l’assenza di Alexander Langer, scomparso dieci anni fa.
Alex mostrava come potesse crescere e vivere una buona maturità un militante della sinistra sessantottina. Mai nostalgico, mai voltagabbana, sempre in movimento, sempre in anticipo rispetto agli altri. Talvolta così in anticipo da apparire altrove.
La democrazia, la convivenza multietnica, l’ecologia, il pacifismo, l’intervento attivo per la libertà e i diritti umani. E poi la delicatezza nel dialogare con le persone, l’attenzione alle donne. Alex è stato un leader politico dell’era della globalizzazione, pur avendo trascorso la sua vita in un’era precedente, nell’ultimo scorcio del secolo breve.
La sua morte, quell’arrendersi ai “pesi insostenibili”, non può essere capita. Va accettata. Il suo ricordo è intatto.