Archivi per la categoria ‘Paolo Gentiloni’

Bene

mercoledì, 12 maggio 2010

Bersani nega ogni intenzione di ridimensionare le primarie. “Ci spiegheremo meglio” ha detto oggi parlando a Bologna. Bene.

Comma 28

martedì, 11 maggio 2010

“Per i siti informatici le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Così la lettera a del comma 28 della legge sulle intercettazioni in discussione al Senato. Sappiamo che il ddl Alfano limita drasticamente la possibilità di usare le intercettazioni nelle attività investigative (intercettazioni solo se ci sono già evidenti indizi di reato, solo per sei mesi, quasi impossibili quelle ambientali ecc). Sappiamo che limita drasticamente la libertà d’informazione (carcere per i giornalisti, editori trasformati in controllori delle redazioni, divieto di dare notizie durante le indagini preliminari ecc).
Dobbiamo sapere anche che la legge limita drasticamente anche la libertà della Rete.
Il vizietto è il solito (recentemente praticato dal decreto Romani): equiparare le norme sui siti Internet alle leggi sulla stampa. Il comma 28 interviene infatti a modificare la legge sulla stampa del 1948 estendendo ai siti Internet l’obbligo di pubblicare “le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari alla verità”. Come si fa ad applicare questa norma a un blog o a una piattaforma web? Più avanti il comma 28 aggiunge che la parte offesa può rivolgersi al pretore “qualora il responsabile delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichi la smentita o la rettifica richiesta”. Ma chi è questo “responsabile della trasmissione informatica”? Insomma, il tentativo di estendere al web le norme sulla stampa di sessanta anni fa produce effetti patetici. Ma la sostanza non è comica: è il tentativo di cambiare le regole che finora hanno asscicurato la libera evoluzione della Rete.

Un altro Pd è possibile

domenica, 9 maggio 2010

Per tre giorni a Cortona si è riunita quella parte del Pd che vuole rilanciare il progetto su cui siamo nati meno di tre anni fa. Non è stato un revival di un gruppo di nostalgici del Lingotto. E’ stato l’incontro di centinaia di parlamentari, di eletti e di dirigenti locali che vogliono cambiare il profilo attuale del partito convinti che non sia un profilo vincente.
Quattro pilastri per una nuova rotta del Pd. Primo, tornare ad essere partito del cambiamento e dell’innovazione su temi fondamentali: dal lavoro alla green economy, dal fisco alla scuola. Un Pd che sembra voler conservare la situazione esistente non andrà lontrano. Secondo, l’etica pubblica come valore irrinunciabile per chi fa politica, cominciando dalle nostre fila. Terzo, le primarie come strumento per aprire il partito alla società e come traguardo, nei prossimi anni, per individuare il nostro candidato premier. Quarto, il carattere plurale del Pd: una grande forza, che punta a essere il primo partito e non un partito della sinistra tradizionale che si riduce a presidiare quella parte dell’elettorato e poi ripropone alleanze interminabili tenute insieme non da un progetto di riforme ma solo dal no a Berlusconi.
E’ la base per riprendere il cammino del Pd. Lo dico con ottimismo, pur sapendo che non sarà facile cambiare la linea che ha vinto il Congresso. E soprattutto che le crisi, quella finanziaria e quella del Pdl, potrebbero precipitare privandoci del tempo per far ripartire un progetto che guarda lontano.